Mi sto riposando per la prossima battaglia da combattere. In fondo quando arriva una brutta notizia è normale disperarsi un po’. L’importante è ritrovare la lucidità e passare subito all’attacco. In guerra si mandano i carri armati mica la fanteria, giusto papà?
Che poi è strano ricevere una brutta notizia in una giornata piena di belle sensazioni.
Mi sono sentita subito in colpa solo per averle provate e ho iniziato, chissà poi perché, a far finta che non siano mai esistite.
Oggi esce “La bellezza è un malinteso”, il nuovo romanzo di Sandrone Dazieri.
Vi starete chiedendo perché io ne stia parlando. Qui mica si recensiscono libri.
E’ che ho avuto il piacere, se non l’onore, di vedere questo libro prendere forma pagina dopo pagina, mentre l’autore tentava di plasmarlo.
Ho visto il Gorilla muoversi tra le righe, fermarsi, cercare risposte e prendere decisioni. Seguirlo in questa avventura mi ha permesso di imparare davvero molto. Avrei potuto scrivere altri dieci anni senza mai nemmeno immaginare tutto quello che c’è dietro un libro come questo.
Non avrete anticipazioni di nessun tipo da me. Non chiedetemi nulla.
Se la cosa vi incuriosisce prendetelo e leggetelo. Seguite il Gorilla e il suo Socio e infilatevi nella loro testa.
Per me oltre ad essere un bel libro resta il primo “dietro le quinte” e non posso fare di meno di pensare di essere stata davvero fortunata.
- Auguri!
- Per cosa?
- Per la festa della donna.
- No, grazie.
Lo so. Lo so. Ma è più forte di me.
Non ho ancora trent’anni ma qualcosina l’ho imparata.
Ho imparato che non ci si deve vergognare di dire agli altri che si sta male.
Ho imparato che il dolore va affrontato subito perché altrimenti tornerà con tutta la sua violenza e ti ricorderà che non te la puoi cavare facendo semplicemente finta di niente.
Ho imparato che cercare vie di fuga o sfogarsi sugli altri serve solo ad alleviare il peso per qualche istante, ma niente di più.
Ho imparato che arriva sempre il momento della resa dei conti con quello che è stato e quando accade ti sembra che non sia passato nemmeno un giorno da quando hanno preso tutto quello che eri per annientarlo nel peggiore dei modi.
Ho imparato bene, se non a memoria, tutta la teoria su come gestire questo fantasma che ogni tanto prova a rubarmi l’anima.
E’ la pratica che mi frega.
Prima a poi farò male a mio marito. No, non parlo di risse o di piatti che volano per casa. E ‘ che per farlo smettere di russare mi ritrovo a spingerlo un po’ nel letto per fargli cambiare posizione senza svegliarlo. Ma se spinta dopo spinta una notte cadesse per terra?
Forse dovrei andare a comprare un futon.
Visto che ho perso un treno ho un po’ di tempo libero per condividere con voi quello che sto combinando ultimamente:
- continuo a scrivere qui (che ve lo siete dimenticato, ne sono convinta).
- continuo a ritrovarmi a serate mondane in cui la musica è troppo alta e le tartine sono troppo piccole. Scherzo. E’ che Max ha compiuto 25 anni e il suo compleanno alla Triennale non è stato affatto male.
- continuo a incastrare scrittori nei socialcosi (iscrivetevi, non fate i preziosi)
Qualcosa mi dice che dovrei trovarmi dei nuovi hobby.
Immagino l’utente medio mentre formula la sua domanda a Google, l’oracolo dell’era moderna.
L’esempio che vi propongo sono i quesiti medici. Queste sono alcune chiavi di ricerca di ieri.
“Ho 45 anni e le mie mestruazione durano da 20 giorni. Che fare?”
“Non ci vedo bene all’improvviso possibile calo pressione.”
“Furadantin e stanchezza.”
Se lavorassi per Google farei in modo che compaia una sola risposta, come questa:
“Caro utente, io sono solo un motore di ricerca. Per favore vai da un dottore. Subito! Non tutto si trova su internet, specie una diagnosi fatta apposta per te.”
Ah, non cambia niente, ma ho cambiato il mio nick su twitter (e ho levato la pagina “socialcosi” spostandoli nella colonna qui a destra):
http://twitter.com/rossellarasulo
In una sola ora mi sono ferita un piede e mi sono fatta un livido enorme su un braccio.
Se l’inizio di questa nuova settimana è stato così non provo nemmeno ad immaginare il resto.


