October, 2004

C’è vento nella caletta…

Un navigante continua a passare davanti alla mia caletta…non so perché…davvero…non me lo so spiegare…qualcosa lo porta a fermarsi…ma la sua presenza mi lascia a riflettere su uno scoglio…perché lui scrive…e scrive come io non potrei nemmeno osare…
Io non sono un giocoliere come lui…non so dosare le parole così come lui riesce a fare…
Vede la mia spiaggia in lontananza…segue la corrente…attracca…scende con addosso la salsedine e si ferma a leggere…qui… indugia sulle parole che lascio…
E tutto ciò ha dell’incredibile…le sue immagini sono forti…incisive…poche parole…ma l’idea è chiara…mentre io non trovo l’orientamento nemmeno sulla mia stessa sabbia…sono piccola…i miei sfoghi si perdono in un mondo che forse non esiste…ma che al suo passaggio si trasforma in una caletta nascosta tra alte scogliere…e questo mi conforta…
Qualcuno prima o poi tirerà una sola fibra della mia tela…del mio essere…
Perché parlare di cose risapute è facile…ma farsi toccare nel punto più remoto della ragione è difficile…c’è chi passa…chi solo butta uno sguardo…e c’è chi invece come lui afferra tra le righe il senso del mio scrivere…che sia questo lo scopo del gioco? Che sia questa la mia fuga da un mondo che non voglio sia troppo reale? Non lo so…non lo capisco…so solo che questo navigante mi spinge in mare quando nemmeno ho la voglia di bagnarmi i piedi…mi parla…mi scrive…mi ascolta…
“Io sono io…e questo basta e avanza…”
Aspetto con impazienza il giorno in cui le stesse parole diventeranno vere anche per me…

I just want to sleep…

Quarta…sono stanca morta…strada vuota…quinta…meglio, arrivo prima…mi si stanno per chiudere gli occhi…quattro anni…anzi, cinque…come mi ha fatto giustamente notare…ma è davvero passato tutto questo tempo? 100 km/h…devo sbrigarmi…
Certo che di cavolo di lampioni!!! Il giallo di queste luci appesantisce ancora di più le mie palpebre…(…tieni gli occhi aperti…)
Cinque anni…e a rivederlo m’è sembrato che non fossero passati più d’un paio di giorni…che strano…
110 km/h…il tratteggio delle strisce bianche sull’asfalto scorre via velocemente…(…tieni quei cazzo di occhi aperti…)
Lui si ricordava tutto…date, giorni, momenti…persino una canzone di sottofondo…e io? Niente…forse qualche vaga immagine…possibile che abbia rimosso gli eventi di tutta una relazione?
120 km/h…ah, la mia svolta…la stavo per perd…(…riapri subito quegl’occhi!!!)
Quarta…sto per addormentarmi…lo sento…terza…ancora poco e sono a casa…
Per molti versi, però, lui non sembra cambiato…a sentirlo nemmeno io sarei cambiata molto…magari…quarta…se non fossi cambiata, forse avrei molte meno rogne…quinta…(…non abbassare più le palpebre…)…la mia lucidità sta per essere risucchiata via da qualcosa…non riesco a contrastare la stanchezza…è troppo forte…(…resisti…manca poco…)
Accelero…prima arrivo e meno volte chiuderò gli occhi…
La mia mente è proprio strana…ricordo un’infinità di frivolezze, ma non ricordo i giorni passati con una persona a cui volevo molto bene…130 km/h…non m’è nemmeno venuto in mente il suo compleanno…che vergog…(…aprili!!! Immediatamente!!!)…cavolo!!! Manca poco…non posso addormentarmi proprio adesso…non ora…non così…voglio il mio letto…non un albero…non riesco a tenerli aperti…(…resisti…resisti…resisti…)
Non capisco che sensazione ho provato nel rivederlo…magari le idee si schiariranno doman…(…no!!! Non cedere…)…ci sono…ci sono…ecco la mia strada…quarta…ce l’ho quasi fatta…terza…giro…ancora pochi metri…seconda…rampa del garage…telecomando…(…che incosciente…m’ero già immaginata addosso ad un albero…)
Stavolta è andata bene…forse dovrei rispondere al messaggio che mi è appena arrivato…no…voglio solo sprofondare tra le lenzuola…a tutto il resto penserò domani…

I’m flattered…

Complimenti…Ma no!!! Non ve li sto facendo solo perché vi siete imbattuti nel post di oggi…parlavo di complimenti…quelli che si ricevono…quelli che non sai mai se sono veri o falsi…cioè…riformulo…quelli di cui io non riesco mai a capire l’autenticità…
Non che pensi che il mondo sia fatto da bugiardi che vanno in giro a farne di fasulli (…anche se persone del genere esistono di sicuro…)…ma di natura sono un po’ diffidente…(…solo un po’?)…e tendo sempre a non credere che qualcuno possa davvero elogiare una delle mie qualità…(…il che forse è solo una mia enorme pippa mentale…)
E poi non ci sono molto abituata…insomma…non è che come metto piede fuori casa la gente parte a venerarmi…penso di riceverne come chiunque altro…
In fondo mi fanno piacere…non lo nego…anzi…mi fanno piacere eccome…ma…ecco… non so decisamente riceverli…se mi vengono fatti di persona divento rossa ed inizio a balbettare qualcosa di insensato…perdo in un attimo tutta la mia strafottenza (…che a volte è esagerata…)…
Per evitare quindi “l’ammutolimento” totale faccio finta, per comodità (…o per semplice oggettività…), che non siano affatto veritieri…
Ultimamente, però, in un paio d’occasioni mi sono dovuta ricredere…c’è stato qualcosa che nonostante tutto mi ha bloccato quel tanto che basta per farmi sembrare all’occorrenza una povera deficiente…non pensavo che un complimento avesse ancora tutto questo potere su di me…insomma…io ne ricevo due standard…sempre gli stessi, che mi porto avanti da quando sono piccola…
Le due espressioni incriminate sono “Che occhi che hai…(…o comunque roba simile…)” e “Il tuo viso sembra quello di una bambola di porcellana (…il che mi fa sentire una bambina, in quanto gradirei che la mia faccia solo sporadicamente sembrasse quella di una donna e non quella di una ragazzina…)”
Si, ovvio…le apprezzo comunque…altrimenti sarei un’ipocrita…una grandissima ipocrita…ma nel corso degli anni almeno queste non mi fanno più arrossire…
Ma…eccomi…di nuovo con un enorme espressione a punto interrogativo davanti ad una cosa che suonava più o meno così: “Ed io in cinque anni mi sono perso uno spettacolo del genere? (… “spettacolo” nella testa malata di quel ragazzo suppongo fosse riferito a me…)”…la mia brillante reazione è stata quella di deglutire il sorso di vino che avevo appena bevuto con un sonoro glom e di fare scena muta per almeno 3 minuti abbondanti…calcolando che odio i silenzi imbarazzanti, quella sera mi sono scavata la fossa da sola…
L’altro stato catatonico, invece, l’ho raggiunto giusto qualche giorno fa, dopo una serata in pizzeria…la maggior parte delle persone sedute con me non l’avevo mai vista in vita mia…dopo la cena uno dei commensali con cui avevo intrattenuto un’interessante conversazione si è congedato da me con un baciamano dicendo: “Dire che sono rimasto estasiato è poco…sono semplicemente ammaliato…”…nella mia testa stavo per fare una riverenza…ma non me l’aspettavo!!! Non pensavo che esistesse qualcuno che salutasse ancora così…non ero preparata!!! In quel momento non ci deve essere stata molta differenza tra la mia mobilità e quella del palo della luce affianco a me…l’imbarazzo acquista le mie sembianze in occasioni del genere…(…fortuna che non sono frequenti…)
Ecco…tutto questo discorso l’ho fatto per arrivare ad una conclusione che ora mi sta sfuggendo…ah, si!!! Complimenti, appunto…e non per “sfoggiare” quei pochi che mi fanno, ma per chiarirmi un attimo le idee e chiedervi:
Scusate, ma voi come reagireste?

Morning sunshine…

Mmm…la mia mente ancora dorme…l’ho lasciata da qualche parte tra le lenzuola…i pensieri si mischiano disordinati davanti ai miei occhi svogliati…

“Rimettiti a letto…”
No…non ho tempo…troppe cose da fare…non posso nemmeno indugiare su quello che la mia coscienza mi sta suggerendo…
“Rimettiti a letto…cosa sono poche ore di sonno in più?”
Smettila…davvero…non posso…e poi mi distrai…sto cercando di riorganizzare le idee…
Allora…vediamo un po’…non riesco a trovare un inizio…un incipit…dunque…le mie dita strofinano gli occhi…il mio corpo inizia a percepire di più il mondo esterno…troppo lento questo risveglio…non riesco a riflettere…
“Allora prend…”
Ah, ma ancora qui? E stai buona…mi rimbombi nella testa…sono troppo assonnata…da dove posso iniziare? Forse da quello che ho fatto ieri…ma…ieri…altra giornata piena…faccio fatica a sistemare i ricordi…
“Dammi retta, prend…”
Fai un eco pazzesco!!! Ti vuoi stare zitta!?! Fila nel tuo angolo…dicevo…ieri…ah, si…mi ricordo…tra una cosa e un’altra…ho versato due lacrime…solo due…non insieme…una era di gioia, ne sono sicura…ma l’altra? L’altra per cos’era? Per un dispiacere…forse…no…per il ricordo d’un dispiacere…qualcosa l’ha fatto riaffiorare…meglio non ripensarci ora…la testa è ancora troppo vuota…potrebbe occupare tutto e diventare pesante…
“Guarda che devi sp…”
Ma mi ascolti quando parlo? Sto facendo una fatica mostruosa stamattina e tu da brava ingrata fai come ti pare…sono dieci minuti che rifletto ed ancora non sono riuscita a capire cosa devo fare oggi…stai zitta!!! E’ l’ultima volta che te lo dico…
“Mo hai rotto le scatole piccola dittatrice assonnata…adesso mi stai a sentire…A) Alzati da questo cavolo di gabinetto…possibile che con tutti i posti che hai per sederti ti sei fermata a riflettere proprio qui?”
Ma io…
“Silenzio!!! B) Accendi la luce di questo bagno che è mezz’ora che stai al buio!!! Ti sei scelta l’unica stanza senza finestre di tutta la casa!!! Un genio, proprio…”
Ehi, non iniziamo coi toni sarcastici…
“Non ho finito carina!!! Altro tono sarcastico per farti giusto rodere di prima mattina…C) Vai a spegnere immediatamente quella cavolo di macchina assurda che hai per fare il caffè!!! A quest’ora starà bollendo!!!”
O cavolo!!!
“E mentre corri mia cara signorinella “azzittisci – coscienze” che non sei altro, ricordati magari di berlo anche quell’intruglio che ti prepari!!!”
Guarda che di solito lo bevo il caffè dopo che me lo sono preparato…
“Ma piantala…ti devo forse ricordare la tazza calda che ieri hai lasciato sul balcone per 40 minuti solo perché volevi vedere il paesaggio dopo l’alba?”
A volte non ti sopporto proprio…
“Che ci vuoi fare…”
Nulla, purtroppo…magari avrei preferito un “buongiorno”…ma figuriamoci…scorbutica come sei…
“Non sono scorbutica…ma che dic…”
Devo forse ricordarti che sei un’enorme rompipalle?
“Ma…io…va bene…forse un buongiorno te lo potevo anche dire…stai per bere il caffè?”
Si…forse riesco a svegliarmi dopo questo bibitone…
“Aspetta…”
AAAhhh…ma che c’è ancora?
“Vai fuori al balcone…bevilo li…”
Ma sono scalza!!!
“Tu vai, fidati…”
Va bene…però se prendo freddo dovrai condividere l’influenza con me…

BBBrrr…le mattonelle sono gelate…guarda te se devo darle retta…uffa…ma…che bel cielo oggi il temporale di stanotte…qualche nuvola ancora in lontananza s’illumina ai raggi di un pallido sole…l’aria è intrisa del profumo dei pini bagnati…la campagna sembra svegliarsi con me…un brivido freddo sta salendo dai miei piedi mentre uno caldo scende giù per la mia gola, facendosi strada tra i miei sensi assopiti…sento solo suoni…nessun rumore…tiro indietro le mie braccia stiracchiandomi…

“Buon giorno raggio di sole!!!
Grazie…buon giorno anche a te…
“Si, ma non ti ci abituare…”

Cronache del mondo emerso…

Sarà la mia incompatibilità genetica…sarà anche una banale questione di casualità (o forse più semplicemente di sfiga…)…ma mi capita di incontrare un sacco di ragazze che dopo 10 minuti mi fanno venire il malditesta…non uno di quelli forti ovviamente…ma un fastidio lo vinco comunque…
Combinando il mio limite di sopportazione con il destino mi ritrovo dunque ad avere molti amici maschi e 3 (…penso anche 4…mi imbatto in gente interessante ultimamente…) amiche del mio stesso sesso…
Una di queste è una ragazza che personalmente stimo molto (…stimo molto anche le altre, ma a loro oggi non esce un libro nelle librerie…)
Stessa età…condividiamo parecchie visioni del mondo (…non tutte, ovvio…quello altrimenti si potrebbe definire clonaggio…)…cogliamo per caso le stesse sfaccettature…(… ed abbiamo anche lo stesso gusto per il cibo piccante…non è un elemento da sottovalutare…)
Tra le cose che ci distinguono, invece, c’è il fatto che la considero ufficialmente uno dei miei personali idoli (…lei non si considera un idolo di se stessa, ovvio…smettila di scrivere cavolate!!!)…no…no…non è una cosa melensa…non è nemmeno una forma di “lecchinaggio”(…e no!!! Non becco manco una lira per questa forma di pubblicità occulta…)…è semplicemente un modo per esprimere il mio apprezzamento…
Poiché tendo ad esaltare la parte geniale delle persone (…che secondo me è uno degli aspetti che vale la pena di valorizzare…), quando amicizia e genialità coincidono mi infervoro come una matta (…sei già matta…non hai bisogno d’infervorarti per esserlo…)
Insomma io in lei ci vedo una gran bella parte geniale…ma non penso mica di essere l’unica…
Cosa? Dov’è questa parte geniale? Pensate forse che io stia barando? Che malfidati…
Allora…vediamo un po’…come definireste una laureanda in astrofisica, che oltre a studiare lavora tutti i giorni e che ha 3 volumi di un libro scritto tutto da sola in uscita nelle librerie? Iniziate a darmi ragione, eh?
E quindi…eccomi qua…a parlarvi di questa mia amica…una di quelle persone che più mi riempie d’orgoglio…e poi, è probabile che la prossima volta che la vedo (…ovvero entro le prossime 24/48 ore…) verrò fustigata per questo, dato che lei è comunque una ragazza modesta con una discreta dose di timidezza…(…devo cercare un’arma con cui difendermi…)
Va bene…pazienza…verrò punita…ma lo sto facendo solo perchè ho la convinzione che se lo meriti (…speriamo di non aver scritto troppe cavolate, se no invece d’un elogio viene fuori un obbrobrio…)
Ed ecco…sono fiera di presentarvi Licia!!! Anzi…ve ne mostro solo un piccolo pezzo…
Ma no!!! Non l’ho fatta a cubetti!!! Mica sono un serial killer!!!
E’ che il “Mondo Emerso” è una parte della sua genialità…del suo lavoro…della sua fatica…quindi mostrandovi questo vi porto davanti a ore, ore e ore della sua vita…
Sarò di parte…forse dovrei anche considerare che il mio affetto potrebbe non rendermi oggettiva…ma so ancora riconoscere quando una cosa è bella…e questa è veramente bella…
Licia, tu che nonostante i mille impegni hai sempre una parola per me…hai sempre del tempo per ascoltarmi…ecco…non è molto…ma il mio pensiero mattutino è stato tutto per te…in bocca al lupo!!!<


“Cronache del mondo emerso – La missione di Sennar”
Licia Troisi – Mondadori
Da oggi l’avventura di Nihal continua…

I think I’m paranoid…

Un nodo alla gola…fisso…non si muove…non c’è modo di mandarlo via…canto…ma la voce oggi esce spezzata…

Mi sento statica…immobile…inconcludente…ed è una sensazione che odio…mi provoca una sorta di irrequietezza…perchè so che dovrei fare qualcosa…ed invece non mi viene in mente nulla…

Ho bisogno di metabolizzare la paranoia…di cercare la cosa che mi sta infastidendo…ma in realtà già so cos’è…cerco semplicemente di non vederla…sono solo un paradosso…sono solo una visionaria…

Devo ritrovare quel muro fastidioso e sbatterci contro…ma non mi va…

Saturday night curse…

Non ho mai sostenuto la filosofia che per uscire bisogna aspettare il weekend…troppa gente…troppi pochi parcheggi…troppi ritmi che non fanno per me…

Finchè riuscirò a mantenere la mia bellissima qualifica di studentessa universitaria, ogni sera vale l’altra…e se è durante la settimana, allora meglio ancora…meno gente che non mi va a genio…più parcheggi…e soprattutto molti più posti che hanno i miei di ritmi…

Ma il sabato sera a volte è una maledizione…specie quando…

 

X: Ma dai…non esci mai con me!!! (C’è un buon motivo, fidati…)

N: E già…effettivamente…(Le do sempre buca…sono proprio una stronza…)

X: Guarda che stasera il posto dove vado piace anche a te…(…non mi convinci molto, sai?)

N: Che tipo di locale sarebbe?

X: Un pub (…mmm…pub = birra….) con un po’ di musica dal vivo…(…si potrebbe fare…)

N: Ma ci sei già stata? L’hai già visto?

X: No…me l’hanno descritto loro due…

N: Loro due chi? (Siamo per telefono…mica per strada dove puoi additare la gente!!!)

X: Y e A…

N: Chi?

X: Cavolo…A…ci sei stata anche insieme!!!(Chi?)

N: Chi è stato insieme a cosa?

X: Dai…non fare la scema…

N: Mmm…va bene…ho capito…a che ora ci si vede? (Dubbio atroce…sarà sicuramente una discoteca per la miseria…)

X: 10,30…ti passo a prendere…sono proprio contenta che vieni con me…non lo fai mai (…ecco…non mi puoi dire così…mi sento un verme!!!)

N: Viene nessun altro con noi?

X: Una mia amica…ah, si…e poi raggiungiamo A e Y li…perché?

N: (Perché speravo di trovare una scappatoia…)…no niente…giusto per sapere…magari se trovo qualcuno che si vuole aggiungere te lo faccio sapere…(…lo specchio su cui mi sto arrampicando è praticamente finito…)

X: Ok…allora a dopo…

Clang

 

“Insomma…rifletti…di lati positivi magari ce ne sono…stasera in fondo non c’è molto altro da fare…(…guarda che preferirei addirittura studiare…)i tuoi migliori amici sono dispersi tra influenze ed impegni…sei anche il quel periodo del mese, quindi scordati incontri notturni con “tu sai chi”(…ma oltre al fastidio fisico che già ho ti metti anche a rimarcamelo? Fetente…)…esci pure con X… visto che non lo fai mai…ti limiti sempre a prenderci il caffè insieme…(…bè…che c’è? La pausa caffè non basta?) e poi rivedi A…chissà dopo 7 anni com’è diventato…”

Certo che come coscienza sei proprio una grande manipolatrice…

“A”…mammamia….ne è passata d’acqua sotto i ponti…ma dire che siamo stati insieme è una parola grossa…una storia di 3 settimane quando avevo 17 anni in cui la cosa più profonda che è successa è un bacio sotto un albero di limoni, non mi pare proprio una “relazione”…

Comunque…se è una discoteca la strozzo…

Mi serve un rinforzo…non posso andare chissà dove da sola con lei…noooo!!! Giammai…

Dunque…ci sarà qualcuno che non sta male…e che cavolo!!! Fammi pensare…dunq…

 

DRRIIIN!!!

N: Si? (Certo…prima o poi magari la devo smettere di rispondere “si” al telefono e “pronto” al citofono…non è proprio una cosa intelligentissima…)

M: Ciao…sono io…

N: Buonasera…

M: Si fa qualcosa stasera? Devo prendere una boccata d’aria…sono rintronato…ho studiato troppo…

N: Guardi ingegnere, le posso offrire una gita in un pub con un po’ di musica dal vivo…vuole aggregarsi?

M: Certo dottoressa…a dopo…

N: A dopo…

CLANG…

 

Rinforzo trovato…basta solo chiedere a volte!!! Già mi sento più tranquilla…(…anche se mi sta venendo un brivido…m’è appena tornato in mente il concetto di musica dal vivo che ha X…)

 

Later on…

 

M: Questo secondo te è un pub con musica dal vivo?

N: La voglio strozzare…

M: Ma che razza di posto è?

N: La voglio strozzare…

M: Ma soprattutto, questa ti sembra musica dal vivo?(…non rigirare il dito nella piaga…)

N: Si, si…stavolta la strozzo…ehm…me l’ero immaginato un tantino diverso…

M: Solo un tantino?

N: Eddai…non sarà poi così male!!! (Una cavolata più grande di questa ancora non l’avevo detta…)

M, N: Ah ah ah ah ah ah ah…

M: Certo che le spari grandi a volte…

N: E già…dai…consoliamoci…abbiamo la nostra consumazione “non obbligatoria” che c’hanno imposto all’entrata…

M: Andiamo a bere?

N: Si…mi sa che qui io e te faremo solo questo…

M: Solo? Non ti vengono in mente altri passatempi?

N: Ah, vedo che anche te le spari grosse…

M: Scherzo…

N: Lo so…(…ma sto cameriere proprio non ci si caga…)

M: Forse dobbiamo atterrarlo con un sasso per farlo fermare?

N: Eh?

M: Parlavo del cameriere…(…ok…secondo me la gente mi legge nel pensiero…)

N: Ah…bo…un sasso magari è poco…spaccagli una sedia sulla schiena…

M: Eccolo…chiamalo, chiamalo…

N: Perché io?

M: Fidati…tra me e te caga sicuramente più te…

N: Non è detto…

M: Ma falla finita!!!

C: Che prendete?

N: (Wao…m’ha visto solo dopo che ho perso la sensibilità al mio braccio…) Ehm…un cuba libre e un white russian…

C: Un cuba libre e un cosa?

N: Un white russian!!!

C: Ah…ok…si…forse lo so…

N: (“Forse lo so”? Ma dove sono finita?)…bravo…(…ecco…speriamo che non abbia capito la mia presa in giro…)

 

A few minutes later…

 

M: Buono il cocktail che t’eri presa…non l’avevo mai assaggiato…come l’hai scoperto?

N: Ehm…(…regge la versione dei “simpatici ragazzi con cui parlo sul blog”? No…poi mi chiede cos’è un blog…ancora non voglio sbandierarlo in giro…)…me l’hanno consigliato…

M: Buono…me lo devo ricordare…

X. Ma che ci fate seduti al tavolo? Dai…venite a ballare con noi!!!

N: Ehm…si…ma tra cinque minuti…(…non se ne parla proprio…)

M: Si, si…giusto cinque minuti….

X: Va bene…vi aspetto la…

M: Sai già che i 5 minuti diventeranno almeno un’ora, vero?

N: Anche di più…se posso evito proprio di lasciare questa sedia…mi va bene così…

M: Ma perché X ogni tanto ti indica quel tipo e ti sorride?

N: Quale?

M: Quello la…quello alto…

N: Ah…perché quello si suppone che si sia un ragazzo con cui sono stata…

M: Con quello?

N: Era 7 anni fa…

M: Ma proprio con quello? (…un altro dito che gira nella piaga…e basta!!!) Non fraintendere…sembra un bel ragazzo ma…

N: Ma pare proprio un…

M: Un? Dai, dillo…

N: …un coglione!!! Non voglio vedere…sono appena saliti su un tavolo ballando all’unisono il “tipitero”…no…

M: Certo che non siamo ben amalgamati nella folla…

N: Direi di no…(…e lo direi anche con un certo orgoglio…) mi sento come un’astemia in mezzo ad un gruppo d’ubriachi…o come una lebbrosa…mi guardano tutti con una faccia…

M: E grazie…andresti bene per un bel concerto vestita così…ma qua dentro…insomma basta guardarsi attorno…

X: Bè…ma non venite?

N: Ehm…

M: Ehm…

X: Mmm…quasi quasi mi siedo qua con voi…oggi sono stanca…mi sono svegliata troppo presto…vi dispiace tanto se andiamo via?

M: Nooo…

N: No…assolutamente…tranquilla…se sei stanca è meglio tornare a casa…(…e smettila con questo finto tono del “ti capisco perfettamente”!!!)

X: Ok…allora vado a salutare gli altri…

N: Ok…

M: Pensi anche tu quello che penso io?

N: Si…che nella sfiga manteniamo sempre una discreta dose di fortuna…

M: Altro che fortuna…questo è proprio culo!!! La prossima volta però non ti lasc…

N: Fidati…non ci sarà una prossima volta…

Ninna…

Quando ero più piccola passavo tantissimo tempo a viaggiare con la fantasia, specie se mi perdevo a pensare a come sarei stata “da grande”…ora, che non sono più tanto piccola, la mia fantasia si è dovuta ritagliare dei momenti precisi per farsi un giro, ovvero, prima d’addormentarmi e mentre sono alla guida della mia fedele Cessa…

Ho la grande (…e mi secca ammetterlo, ma forse anche inutile…) capacità di ricostruire mentalmente luoghi, persone e dialoghi che non esistono e che non sono mai esistiti…ma limitarsi anche con questo non ha senso…insomma…non c’è niente di male…(…o si?)

Tornando indietro nel tempo la fantasia più frequente era quella di immaginarmi al momento dei miei 25 anni…sarei diventata sicuramente bellissima, sicuramente intelligentissima, sicuramente laureatissima…(…non ne ho azzeccata ancora una…che sfiga…ma c’è rimasto un altro anno…non si sa mai…)

Insieme a tutto questo mi piaceva immaginare che un giorno, per almeno un po’ di tempo, io e la mia migliore amica avremmo convissuto…

Passavamo le ore sedute sulle gradinate della scuola a pensare come sarebbe stata la nostra casa…i nostri futuri e brillanti amici…i nostri meravigliosi ragazzi….(…avevamo pur sempre 12 anni…erano fantasie alquanto banali…)

Ed ecco…esattamente 12 anni dopo…io e lei…sempre migliori amiche…ma in due mondi completamenti differenti…io, studentessa aspirante biologa che vive da sola e che non ha la minima intenzione di trovarsi un equilibrio affettivo…lei, lavoratrice itinerante tra occasioni part-time che non aspetta altro che lasciare la sua casa natale per trasferirsi col suo ragazzo a Dublino…

Non abbiamo una di quelle amicizie che necessitano di un apporto continuo di telefonate, incontri e gentilezze…lei c’è…io ci sono…non importa dove…non importa quanto tempo passi…non importa quanto siano diverse le idee che abbiamo del mondo…siamo cresciute insieme ma sempre nella nostra individualità…ad uno sguardo poco attento e fugace non sembriamo nemmeno due persone che possono condividere la stessa stanza…ma noi ce la giostriamo con brillante maestria…andiamo bene così…

E ieri una telefonata m’ha avvisato che una delle fantasie era possibile…peccato che si sia avverata per circostanze che come al solito non sono le migliori…

 

N: Chi è?

S: Ninna, sono io…

N: Oh, Ninna, dimmi…

S: Mi ospiteresti per una settimana?

N: Per tutto il tempo che vuoi…

S: Sicura che non disturbo?

N: Ma ancora la stai? Muoviti!!!

 

Ebbene si…sia io che la mia migliore amica ci chiamiamo Ninna…(…vi starete chiedendo il perché di questa “brillante” idea…) Un perché vero e proprio non esiste…io la chiamo così…lei mi chiama così…nessun altro può chiamarci così dei nostri amici…

Un giorno, non so come, salutandola sullo stipite della sua porta di casa le dissi:

 

N: Ninna, allora io vado!!!

S: Ecco…questo mi piace…usiamo questo…da dove l’hai tirato fuori?

N: Non lo so…m’è uscito…

S: Allora ciao Ninna…ci vediamo presto…

N: Va bene Ninna…alla prossima…

 

Dalla seconda media è diventata la nostra parola magica…basta solo sentire con quale tono ci chiamiamo per capire cosa sta succedendo…è la chiave che ci mette in comunicazione nonostante le nostre diversità…forse è una cosa stupida…ma chi se ne frega…

Una delle mie fantasie oggi è reale…per una settimana la mia migliore amica sarà la mia coinquilina…un’altra storia…un’altra pagina…spero solo che questo le possa essere d’aiuto e che almeno stavolta andrà tutto per il meglio…

My haunted castle…Part 2

The same evening…

 

X: Ma ancora non sono finiti?

Z: No…dopo questo ce n’è un altro…Ninna, dove li mettiamo?

N: E che ne so…questa era una stanza da tre…non da dodici…ormai è solo una distesa di materassi…buttateli dove vi pare…io ho fame…è ora di cena…vado a mensa…

X, Z: Aspetta!!! Veniamo con te…

 

Altra serata in bianco…già me lo immagino…

Ah, se solo adesso incontrassi uno di quegli ignoranti che organizza le sedute spiritiche…sarei capace di tirargli dietro qualcosa…

Sono convinta che sarebbe inutile provare a spiegargli quanto sono impudenti…insomma…mi scoppierebbero a ridere in faccia…Eppure…secondo me ha un senso ce l’ha…come ragionamento ha il suo bel filo logico: supponiamo che esista davvero qualcosa che noi non possiamo vedere…supponiamo che le essenze di persone venute prima di noi possano manifestarsi…

Qualora fosse vero, io eviterei d’andargli a rompere le scatole…

Se ad esempio ci fossi io dall’altra parte, in un’esistenza in bilico tra chissà cosa, non vorrei mai essere importunata da un gruppo di ragazzini deficienti che si divertono ad alterare equilibri che nemmeno hanno avuto la briga di rispettare…

In un caso del genere non solo mi arrabbierei di brutto, ma sfogherei su di loro tutta la mia ira…

In fondo se fossi dall’altra parte, un buon motivo per farmi rodere il culo ce l’avrei di sicuro…

“Mai infastidire chi non vuole essere disturbato”…possibile che solo io abbia sentito più volte questa frase? E se vale per i vivi, bè, mi dispiace, ma vale anche per quelli che non lo sono più…

 

X: A cosa stai pensando?

N: …

X: Ehi?

N: Eh? Si…che c’è?

X: Sono contenta che dormiamo tutte assieme stanotte…tu che ne pensi?

N: Che secondo me non cambia nulla…

X: Io invece mi sento più tranquilla…

N: Contenta te…ma possibile che qua ogni sera ci diano da mangiare sempre la stessa schifezza?

X: A quanto pare, si…

N: Che scatole…

X: Secondo te i maschi verranno a farci qualche scherzo ora che sanno che siamo tutte in una stanza?

N: Non credo…non penso che abbiano tutto questo fegato…devono attraversare metà edificio per arrivare da noi…in più il pavimento del corridoio scricchiola talmente tanto che anche se passasse un gatto si sentirebbe un macello…sarebbe impossibile non sentire qualcuno avvicinarsi…

X: Anche questo è vero…che faccio? Dico alle altre di chiudere le loro stanze?

N: Si…è meglio che non le lascino incustodite senza loro dentro…e poi siamo l’ultima camera del corridoio…non siamo in grado di controllarle tutte con uno sguardo…meglio chiuse…così nessuno s’intrufola…

X: Spero di riuscire a dormire stasera…sono stanca…

N: A chi lo dici…

 

Later on…

 

N: E fate un po’ di silenzio!!! Io voglio dormire!!!

Z: Scusa…hai ragione…abbassiamo la voce…

N: Grazie…

X: Ma dai? Sta diventando un pigiama party…non è male…almeno ci rilassiamo un po’…

N: Voglio vedervi al primo urlo quanto sarete ancora rilassate…

Z: Nooo…figuriamoci se stasera succede di nuovo…impossibile…

N: Non so perché ma non ci giurerei…

AAAAAAAAAHHHHHHHHHHAAAAAAHHHHHH!!!

N: ??? Ecco…appunto…bè? Ora non vi vedo tanto tranquille…

X: Spiritosa…

AAAAAAAAHHHHHHHAAAAAAAAAAHHHH!!!

N: Cavolo!!! Questo metteva i brividi…

Z: Che scemi che sono…vorrei strozzarli…secondo me lo fanno apposta…si mettono a urlare di proposito…ma chi si credono di essere? Solo perché fanno l’ultimo anno…io vorrei tant…

Toc Toc

N: Chi è?

Toc Toc

N: CHI E’?

Toc Toc

N: E basta!!! Non è divertente…si puo’ sapere chi cavolo è?

X: Apri la porta…questo è qualcuno che è venuto a farci uno scherzo…

N: Si, sicuramente…(…sempre io devo aprire, però…)…ehm…non…non c’è nessuno…nemmeno il rumore di un passo…

Z: Si saranno nascosti in una stanza…

N: Impossibile…sono chiuse…perché sono chiuse a chiave, VERO?

Z: La mia si…

A: La mia anche…

F: Si…tutte chiuse…le ho controllate personalmente…

N: Cacchio!!! Bello scherzo allora…ci sono quasi riusciti…

X: Si ma dove si potevano nascondere? Il corridoio dopo di noi finisce…l’angolo dove gira è distante…anche se fossero corsi via l’avremmo visti…

N: E l’avremmo anche sentiti…

Z: Perché?

N: Senti? GNEEEK…GNEEEK…basta poggiare i piedi su una qualsiasi delle assi e si sente questo cavolo di cigolio…

Z: Vabbè…dai…magari parlando abbiamo coperto il rumore…

N: Si, probabile…rientriamo in stanza…domani gliela facciamo pagare…

 

Che bravi…odio gli scherzi ben riusciti fatti dagli altri…si…uno scherzo…è sicuramente uno scherzo…qualsiasi altra cosa non avrebbe senso…

 

X: Visto che passavano di qui a fare i cretini prima o poi? Che t’avevo detto?

N: Si…vero…(…se non la finisci ti strozzo…)

Z: Dobbiamo inventarci qualcosa per vendicarci…ma cosa?

N: Bo…sono a corto d’idee…ci sono proposte?

X: Potremmo fare la stessa cosa…andiamo, bussiamo e ci nascondiamo….certo è un po’ banale…ma non mi vie…

N: ??? Che ti prende…

X: La ma…maniglia…guarda…

Z: Si sta muovendo…

 

“La maniglia si abbassa lentamente sotto la stretta di una mano…nient’altro può fare una cosa del genere…non esiste folata di vento che tenga…la porta gira piano sui cardini…i miei occhi dietro non vedono nulla…nemmeno l’ombra di qualcuno che si nasconde…

Un passo…GNEEEK…un altro passo…GNEEEK…inizia una corsa…

La mia testa insieme alle altre sporge dalla linea della porta…fissiamo il corridoio…palpebre spalancate…bocca aperta…immagino la mia pupilla restringersi…

Il pavimento sotto i nostri piedi scalzi vibra al ritmo di una corsa…si sente chiaro il rumore di qualcuno che corre…si sta allontanando da noi…peccato solo che su questo corridoio non ci sia assolutamente nessuno…”

 

X: Co…cos’era? Io non ho visto nessuno…

N: Non lo so…

Z: C’era qualcuno che correva…ne sono sicura…non ce lo stiamo inventando…

N: Non lo so…

X: Io ho paura!!! Voglio tornarmene a casa!!!

N: Non lo so…non puo’ essere…

Z: Ma ripeti sempre la stessa cosa?

N: Non c’è…dov’è stavolta la spiegazione logica?

Z: Non saprei…ma che fai?

N: Mi metto le scarpe e vado da quelli dell’ultimo anno…

X: Esci di qui?

N: Si…tanto non mi sembra che qua dentro la situazione sia migliore…

AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHAAAAAAHHHHH!!!

N: Appunto…

Z: Io vengo con te…

F: Anch’io…

N: Allora andiamo…

Voglio strozzarli…uno per uno…deve esserci una spiegazione logica…da dove veniva quel rumore? Eppure il pavimento vibrava…Sto diventando matta…

AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHAAAAAAAAAAAHHHHH!!!

N: Penso che basti seguire le urla…

Z: Il piano è questo…mi sembra che il corridoio sia quello laggiù…

N: Non riesco a fare un altro passo…

F: Nemmeno io…

AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHAAAAAAAAAHHHHHH!!!

N: Arriva qualcuno…

 

“Una ragazza arriva piangendo…le mani le coprono la faccia…non riesce a trattenere i singhiozzi…si lascia andare per terra, in un angolo…il ballatoio delle scale è enorme…il suo pianto rimbomba per la sala…sotto gli occhi di grandissimi e pesanti quadri…”

 

N: Ehi? Che c’è? Che è successo?

R: Io…io…no…non ci torno la dentro…no…mai più…no…

N: Dai…calmati…ti sarai suggestionata…

R: No…no…io…

 

“Un ragazzo sbuca da dietro l’angolo…il fiatone in gola…nonostante la corsa è bianco da far paura…trema…è tutto sudato…il suo sguardo è perso nel vuoto…ha giusto il tempo di guardarci in faccia prima di svenire…”

 

N: Ok…io la dentro non ci vado…preferisco le corse sul corridoio…

Z: E ora che facciamo? Questo è svenuto!!!

F: Andiamo a chiamare i professori…

N: Forse è l’unica cosa sensata da fare…

 

“Le urla continuarono tutta la notte…ma fu l’ultima…nessuno si permise più di fare sedute spiritiche…l’argomento divenne tabù…la ragazza che piangeva non ebbe mai il coraggio di raccontarci nulla…forse è stato meglio…di giorno ogni tanto l’altalena dondolava…regolare quasi quanto un pendolo…facemmo finta di non notarlo…mi bastano i brividi che sento quando mi torna in mente la scena del corridoio…non sono mai riuscita a spiegarmela…ho deciso di non dargli una spiegazione logica…anche perché non ne ho mai trovata nessuna…il prossimo anno non tornerò al castello…in nessun castello…al massimo me ne andrò in famiglia…non voglio più sentir parlare di storie di fantasmi…per quest’estate ne ho avuto abbastanza…”

My haunted castle…

Ognuno ha le sue piccole storie del terrore…

Ognuno ha le sue esperienze mistiche…

Ma quando vengono vissute in un posto del genere è tutta un’altra storia…

 

Summer of 1993…Bedgebury Park…Kent…England

 

“Campagna inglese…il castello appare enorme, immerso nel verde più assoluto…niente per miglia e miglia…Secoli di storia racchiusi dentro queste enormi mura…

Ogni mattina dal bosco si arrampica minacciosa una densa foschia…come ovunque in Inghilterra…dalle finestre vediamo a malapena le punte degli alberi…il sole è sempre basso…

Niente fino ad ora sembrava strano…finchè una notte non sono arrivati i passi…i rumori…le urla…

La regola era solo una…sempre la stessa: mai infastidire chi non vuole essere disturbato…

Ma non tutti stavolta l’hanno rispettata…”

 

X: Ma l’hai sentito?

N: No…(Si…l’avrebbe sentito pure un sordo…)

X: Dai, come no? Era fortissimo!!!

N: No…stasera preferisco non sentire nulla…voglio dormire…sono quattro notti che non chiudiamo occhio…

X: Io ho sempre più paura…tu non ne hai?

N: Un po’…ma stanotte vince la stanchezza…e poi guarda…lei già dorme…se ne frega di tutto quello che sta succedendo…

X: Beata lei…io al primo rumore tremo come una foglia…

N: Dai proviamoci almeno…stanotte tutto il corridoio ha chiuso le porte a chiave…non può succedere niente di particolare…Dormi!!!

X: Va bene…ci provo…notte…

N: Notte…

 

Finalmente…forse stasera è la notte buona…chi se ne frega di questo posto…non ce la faccio più…

Studiare in un castello? Che idea del cavolo…eppure gli altri anni mi aveva sempre esaltato quest’atmosfera così misteriosa…se solo avessi immaginato una cosa del genere me ne sarei andata in famiglia…

E poi tra le camerate m’hanno proclamato quella più coraggiosa…io? Me la sto facendo sotto…e solo perché di notte cammino davanti a tutte…non che mi resti molta altra scelta…queste non fanno un passo nemmeno se le spingi!!! Prendono come scusa che io coi castelli ci sono abituata…si ma in nessuno di quelli in cui sono stata sono accadute cose così strane…è assurdo…non fanno altro che parlarne…fantasmi? Naaa…non voglio crederci…sono solo leggende…figuriamoci…ci deve essere per forza un buon motivo…e domani approfondirò la questione…ormai inizio ad averne piene le scatole di tutte loro che saltano di paura al primo rumore…e anche di tutti i maschi del gruppo che facevano tanto i temerari…si…ma guardiamoli ora!!! Chiusi dentro le camere nell’altra ala…non mettono fuori piede manco a pagarli oro…temerari…ma quando mai?

 

AAAAHHHHHHHHHHHAAAAHHHH!!!

X: Hai sentito?

N: Si…(…come se non fosse giunto alle mie orecchie…) dormi!!!

X: Non ce la faccio!!!

N: Chiudi gli occhi!!! Questi sono quei deficienti dell’ultimo anno che fanno le sedute spiritiche…si suggestionano, sbiancano e si cagano sotto….così imparano…

X: Ma se loro sono più grandi e hanno così tanta paura, come posso stare tranquilla?

N: Saranno grandi…ma sono pur sempre dei deficienti in vacanza…dormi!!! Domani vado a dirgli quattro parole…

X: …tu?

N: Si…io…mo hanno rotto…dormi o apro la porta!!!

X: No…va bene…ci provo…

 

The day after…

 

N: Visto? Urla a parte non è successo nulla stasera…andiamo a farci una passeggiata?

X: Uhm…si…ma io oggi nel parco non ci vado…quel posto mi fa troppo paura…

N: Ma a te fa paura tutto!!! Dai…non passiamo per il cimitero…passiamo dall’altra parte…quella della piscina…

X: No!!!

N: Ma perché?

X: Perché l’altra volta ho visto una cosa…

N: Cosa?

X: Una specie di tomba isolata…

N: Ma dai?

X: Si…

N: Andiamo!!!

X: Nooo…io non ci passo di li…

N: Muovi quel culo e andiamo!!!

X: No…guarda che mi metto a urlare…chiamiamo almeno i ragazzi…

N: E va bene…ma che palle che sei…

X: Tu dici troppe parolacce…

N: Ahhh….che angoscia…

 

Chiamare i ragazzi…che cavolata…quelli hanno ancora più paura di noi due messe assieme…e che fine ha fatto l’altra compagna di stanza? Già starà facendo colazione…egoista…mi lascia da sola a farle da balia…

Io non voglio andare a chiamarli…ieri L m’ha baciato…il mio primo bacio…e me l’ha praticamente rubato…stronzo…

In fondo non so se sono davvero incavolata con lui…non m’è dispiaciuto…a dir la verità volevo essere baciata…e poi ho già 13 anni…non sono troppo piccola per un bacio…chissà se mi bacerà anc…

 

X: Guarda che la porta è questa…

N: Ah, già…(…sei una rovina-pensieri!!!)

X: Bè? Bussa!!!

N: Io? Bussa te…sei tu quella piagnucolona…

X: No!!! Io non busso…

N: (Viziata…)…e va bene…

 

Toc Toc Toc

 

L: Ciao…

N: Ciao…ehm…senti…noi volevamo andare nel parco a vedere una cosa…c’accompagnate?

L: Certo…ehi? M? Andiamo…si va a passeggiare!!!

 

Ecco…che imbarazzo…non riesco nemmeno a guardarlo in faccia…chissà che pensa…come vorrei sapere cosa gli passa per la testa…basta!!! Concentriamoci sulla storia della tomba…

 

L: Dove si va?

N: Al bordo del parco…X dice d’aver visto una tomba isolata…

M: Una tomba isolata? No…non mi piacciono queste cose…

L: Dai che sarà mai? E’ molto dentro il bosco?

X: No…stava vicino alla quercia con l’altalena…avete presente?

N: Ho capito dov’è…muoviamoci…

 

Ecco la quercia…ed ecco anche l’altalena…Quelle così l’ho viste solo nei film…lunghe corde legate ad un grande ramo…una pesante tavola di legno alla fine…nemmeno il vento la fa dondolare…e non mi pare d’averci mai visto nessuno sopra…

Che immagine triste…un’altalena vuota…nel bosco…isolata…

 

N: Bè? Allora, dov’è?

X: La…dietro quel cespuglio…

N: E tu che ne sai? (Tu? Così fifona…)

X: Ero andata a fare una passeggiata con D…sai volevamo stare un po’ soli…poi abbiamo visto la tomba e siamo tornati indietro…

N: Eccola…trovata!!! Ma…non mi sembra niente di che…quelle del cimitero fanno sicuramente più paura…

M: Il fatto che stia qua però non mi piace…

L: E’ di una ragazza…ma non riesco a capire cosa c’è scritto…

N: Non si legge nulla…la pietra è tutta rovinata…

X: Io ho i brividi…ce ne andiamo per favore? Mi sento anche un po’ osservata…

M: Anch’io…

N: Va bene andiamo…

 

Il passo è più spedito…la sensazione che qualcuno mi stia guardando la percepisco anch’io…in questi giorni ognuno di noi si suggestiona sempre di più…non mi piace questo stato d’animo…è fastidioso…ho sempre un tremolio alla bocca dello stom…

 

L: Guarda!!!

N: Cosa?

L: L’al…l’altalena…

N: Oh, mamma!!!

L: Non c’è vento…ma dond…dondola!!!

N: Andiamocene…

 

Altro che passo spedito…di corsa…dritti…fino al salone principale…Basta!!! Sono stufa di essere così intimorita…non può essere…altri 15 giorni così e ci ricoverano tutti…

 

Z: Ninna!?! Sei qui?

N: Che c’è?

Z: Sono scesa ora dalle camerate…ti cercavo…nessuna vuole più dormire nelle stanze…abbiamo deciso di dormire tutte assieme…la vostra camera è quella più grande…vogliamo portare i materassi da voi…possiamo?

N: Non ha senso…che cambia?

Z: Dai…perlomeno staremo più tranquille…e poi…ecco…

N: Cosa? E poi cosa?

Z: Quelli del quarto stanotte vogliono fare una seduta spiritica particolare…vogliono evocare lo spirito di una ragazza…

N: Ancora? Che cretini…(…non gliel’hanno mai detto che non si scherza con queste cose?) ma quale ragazza?

Z: Non so…dicevano che una ragazza che abitava qui tanto tempo fa è stata trovata morta ai piedi dell’altalena…nel bosco…

N: ???…(…voglio andarmene…voglio tornare a casa…)

Z: Allora? I materassi…li possiamo portare?

N: Eh? Ah, si…portateli (…stasera saranno cavoli…)

 

To be continued…