September, 2007

After seven…maybe half past seven…

Adoro quando nonostante le giornate di lavoro molto lunghe (…che poi sono le classiche 8 ore…solo che da fuori sembrano molto più lunghe…) lui torna a casa di buon umore…
Quando dice cavolate tutta la sera (…beh, non proprio tutta tutta…a volte si addormenta sul divano e sostituisce le parole con dei simpatici suoni di natura tutt’ora sconosciuta…)
Quando gli chiedo di venire a farmi compagnia in cucina mentre sto lavando qualcosa rimasto nel lavello e lui arriva, mi abbraccia e prova a sfilarmi i pantaloni…
- Mi sa che non intendevi questo…
- No, in questo istante (…in cui con le mani bagnate sto tentando di far entrare una teglia nello scolapiatti…) direi proprio di no…
Adoro quando ci sdraiamo sul divano e mi massaggia i piedi mentre vediamo tre o quattro o un numero più imbarazzante di episodi dell’ennesimo telefilm che ci piace…
Quando ridicolizziamo le stesse cavolate che mandano in onda…quando finisce una pubblicità e se ne esce con “certo che se questa qui mangiasse di più magari potrebbe fare a meno del Supradyn, eh?”…
Quando segue i miei consigli e passa 10 minuti a guardare cose che secondo me valgono la pena di essere viste…
Quando andiamo a letto e mi dice che basta abbracciarmi a lui e il freddo passa (…da quando vivo al nord sento molto ma molto più freddo…allora è vero che esiste una differenza climatica…)
Adoro tutte queste nostre “non-routine” serali (…che in realtà è difficile che i momenti a casa si assomiglino…improvvisiamo sempre sul momento…) e mi chiedo se ora che inizierò a lavorare sarò in grado di non guastarle con la mia stanchezza…anche se sono molto ottimista sulla questione…

Heart attack, almost…

- Ti dico che lo fanno…
– Rossella, piantala…sei una visionaria…
- Te lo posso giurare…sono degli esperimenti non autorizzati…
– Non c’è nessuno che fa cose del genere…
- Ma dammi retta, no? Testano le cause d’infarto…
– Piantala…è una teoria che non sta in piedi…fattene una ragione…
- E allora dammi tu un buon motivo…
– Ma per cosa?
- E’ assurdo che ti dicano che ti assumono e poi che rimandino la firma del contratto di giorni…
– No, è normale…capita…
- E che ti chiamino per dirti che forse non assumono più nessuno facendoti cadere nella disperazione totale per poi smentire tutto dopo 3 ore aumentandoti addirittura lo stipendio…no, dico, manco ho iniziato e già sono più scombussolata di una…una…uff…vedi? Non mi vengono nemmeno le similitudini!!!
– Ok…ok…ma calmati…avranno avuto qualche magagna in amministrazione…
- Ma quale magagna e magagna…lo fanno per capire se una cosa del genere possa procurare un infarto ad un cuore di 27 anni…te lo dico io…è una sorta di società segreta…
– Tu non hai alcun problema con gli infarti…tu sei semplicemente già esaurita e ancora non hai iniziato a lavorare…mi sa che mi attenderanno delle giornate difficili…
- Tsè, tu non sei una Coscienza…tu sei una…una…
– Una?
- Boh, sono senza idee…si è azzerato tutto…
– Non ti avranno procurato un infarto ma sono riusciti a bruciarti gli ultimi due neuroni rimasti…
- Vedi? Vedi? E’ mezz’ora che provo a convincerti che combinano qualcosa nell’ombra…
– Guarda che stavo scherzando…
- …

Just a saturday away from home…

E’ tardi…è sabato mattina, ma è tardi…
Sei a Udine e stai ancora smaltendo tutto l’alcool mandato giù la sera prima…
Stai raggiungendo gli altri per pranzo e sai già che mangerai cose decisamente pesanti come due gnocchi giganti ripieni di marmellata di prugne…
Senti il cellulare squillare ma nel tuo stato catatonico arrivi troppo tardi…quando lo apri non ti stanno più chiamando…
E’ il tuo migliore amico e ovviamente ricomponi subito il numero…
P (…che sta per “Carlo”…si, lo so che non è l’iniziale esatta, ma ci sarà un buon motivo, no?): Oi, ti cercavo…
N (…sono sempre io…): Eccomi…come va?
P: Bene…sono a lavoro…
N: Anche di sabato?
P: Ogni tanto capita…e tu? Che fai di bello?
N: Sono a Udine…poi ti spiego…
P: Udine?
N: Mangio, bevo e faccio la fidanzata senza figlia per un fine settimana…
P: Direi ottimo…
N: Eh, quando ci vuole ci vuole…
P: Mi chiedevo se tu avessi impegni il 13 settembre del 2008…
N: Manca un anno ma credo di poterlo tenere libero…trovata la chiesa, eh?
P: Si, trovata…quella che volevamo noi…e mi chiedevo se Rebecca potesse portarci le fedi all’altare…
N: Si che può (…no, non sento alcun pizzicorio agli occhi…è solo un’impressione…)…non appena la recupero dalla nonna le dico di non prendere impegni…
P: Ci conto, eh?
N: Per quella data avrà quasi due anni e mezzo…direi che ci sono buone speranze che non inghiotta gli anelli…
P: Ti ho chiamato ora perchè volevo dirtelo prima che sentissi qualcun altro…volevo essere io a darti la notizia…
N: Si, meglio anticipare gli altri, hai ragione…
P: Mica intralcia i tuoi programmi, vero?
N: I miei? Non mi sposerò mai in un giorno in cui la temperatura rischia di superare i 20 gradi…lo sai bene…
P: Ovviamente non ti sposerai nemmeno di mattina…
N: Ma sei matto? Sposarmi in coma? E’ che ci terrei a ricordarlo…ma dimmi di te piuttosto…sei contento?
P: Tanto…
N: Lo sono anch’io…per te…
P: Oi…devo riprendere a lavorare…ti lascio al tuo fine settimana da irresponsabile…poi ci sentiamo con calma, ok?
N: Ok…ti voglio bene…
P: Anche io…a presto…
Chiudi il cellulare sentendo gli occhi diventare molto più lucidi e, anche se non sei al massimo delle tue capacità mentali, ti rendi conto che ci sono istanti in cui le svolte le senti arrivare come un fulmine e che fai fatica a contenere certe emozioni…
Torni al tavolo facendo finta di non trattenere una lacrima e dai la notizia alla tua dolce metà…siete prenotati per il matrimonio del tuo migliore amico…
Rifletti un attimo e ti riconcentri sul tuo piatto e sul tuo bicchiere…lasci quella telefonata li, sospesa nella testa…sai che la recupererai in un momento migliore…
Ed eccolo…un momento in cui ti concedi di non pensare a tutte le rivoluzioni della settimana appena inziata…
Quasi risenti la conversazione parola per parola e ti commuovi…solo che stavolta lo fai per bene e lo fai senza ricomporti…
La lacrima, una soltanto, scende fino all’angolo della bocca e con lei torna il ricordo di quando nel cortile del liceo tiravi i laccetti della sua felpa con il cappuccio e li usavi per colpirlo sul naso…
Era un gesto d’affetto in realtà…solo che gli unici a saperlo eravate te e lui e nella tua testa ti piace pensare che in fondo siete ancora quei due diciassettenni che passavano il tempo a costruire realtà parallele piene di riflessioni su quanto studiare Kant fosse totalmente inutile per le vostre menti…
La cosa bella è che almeno su Kant avevate ragione…

Today’s the day when dreaming ends…

Oggi, tra i momenti di tenerezza passati a letto con la dolce metà e con nostra figlia, tra le piccole faccende da sbrigare, tra le pause fatte in due sul divano a chiaccherare, tra una tavola apparecchiata, tra i caffè che mi accompagnano durante la giornata e tra notizie più o meno piacevoli, mi è capitato di mettere a posto dei vestiti lasciati in giro per casa…
Quasi senza un motivo plausibile ho iniziato a spostare quello che stava nell’armadio fino a quando non mi sono imbattuta nel mio camice da laboratorio…
Era dove l’avevo lasciato, appeso ad una stampella, ancora perfettamente stirato…
Saranno passati anni dall’ultima volta che l’ho usato per fare qualche esperimento all’università…
L’ho guardato un po’ pensando che di li a breve sarebbe arrivato un po’ di rammarico o, peggio, del senso di colpa…e invece niente…
E’ stato come ricordare una storia passata…quando ormai il tempo non lascia impressi che gli attimi più importanti di quel che è stato…
Nulla mi ha fermato dal piegarlo con una certa indifferenza e dal metterlo sotto all’ultimo degli indumenti inutilizzati nel cassetto più basso del comò…
Certo, è vero…ci sto riflettendo ora, ma il pensiero che continua a girare nella mia testa in realtà è un altro: è possibile cambiare così tanto in pochi anni?
E’ possibile che nella mia vita quasi niente sia più come prima?
E’ possibile scegliere deliberatamente di tirare fuori altri pezzi di se e di rinchiudere chissà dove quelli che si intravedevano prima?
E più mi pongo queste domande e più mi rendo conto che se non fosse per alcuni comportamenti recidivi direi quasi di aver iniziato a vivere un’altra esistenza…e la cosa, a dirla proprio tutta, non mi dispiace affatto…

Addendum: c’è una nuova canzone in Music (…no, non vi dico qual è…) e c’è un indizio per quelli che stanno partecipando alla caccia al tesoro della mia amica Licia (…su, che si vede chiaramente dove dovete cliccare…per di più la password è semplicissima: è una delle parole che compaiono sulla copertina del libro…)

Ari-addendum: ‘mazza quanto siete prigri…ve la metto pure qui la canzone…

Corona’s calling…

Sottotitolo: come un “addendum” ti diventa magicamente un post…

Sotto la velata minaccia del direttore e copiando spudoratamente il post di Trenta (…solo che non riesco a deturpare l’inglese…): we want you! Forza blogger, non farete mica i timidoni cagasotto, eh?

Io la mia parte l’ho fatta…ora tocca a voi…

I got a job…

Pare che io oggi vada a firmare un contratto con il quale qualcuno si impegnerà a pagarmi per svolgere un lavoro che non è nemmeno male…
Non credevo che avrei impiegato così poco tempo per essere assunta…insomma, sono…dunque, un attimo che controllo…sono passati solo 19 giorni da quando ho spedito il mio primo curriculum (…è un modo carino per dire che pensavo che avrei poltrito ancora qualche mese e invece niente…)
Da lunedì dovrò presentarmi (…suppongo anche con una certa puntualità…) in un ufficio tra via Montenapoleone e la Scala…
Ma cosa succede quando ti chiamano per dirti che ti hanno assunta?
Succede che inizi a saltellare per casa…
Succede che ti senti contenta…
Succede che non vedi l’ora di dirlo alle persone importanti della tua vita…
Nel mio caso però succede anche che tua madre per telefono, invece di essere felice delle tue conquiste, ti dica che sei una disgraziata perchè non hai intenzione (..almeno per ora…) di finire gli esami che ti mancano e perchè lascerai tua figlia ad un asilo nido aggiungendo che sarà un estraneo a crescerla (…mia madre se non esagera non è mai contenta…)
Ora, io non vorrei dire niente, ma tanto lo sto per dire comunque: come può una donna che non ha finito l’università per due esami, che non si è trovata un lavoro e che mi lasciava quotidianamente al nido della Montessori (…un incubo, ve lo posso assicurare…se volete bene ai vostri figli mandateli in una banalissima scuola normale…) la mattina e che mi mollava dai nonni il pomeriggio (…ed era una casalinga senza impegni, eh?) accusarmi di essere una disgraziata?
Perchè non vuole capire che purtroppo la biologia molecolare non rivoluzionerà la mia vita? A me piacerebbe sul serio…e non lo dico senza rammarico, ma non ho più i sogni di ricercatrice che avevo a 20 anni appena compiuti…
Perchè non vuole capire che sto cercando di iniziare qualcosa di più stabile anche se di molto diverso?
Perchè invece di incoraggiarmi e di dirmi che mi sto impegnando mi deve fare sentire una merda?
Ma soprattutto si può sapere come una che ha mollato la figlia per un anno per farsi un giro intorno al mondo abbia il coraggio anche solo di criticare il mio ruolo di madre? Come? Come si permette?
E mi spiace, ma nemmeno troppo, continuare a scrivere ma sappi mamma che è solo perchè inspiegabilmente provo ancora una forma di rispetto per te che ieri per telefono non ti mandato a fanculo…
E pensare che dovresti conoscermi quel poco (…ma non è così visto che ti è mai interessato farlo…) da capire che ormai io non mi faccio nessun problema a mandarci chiunque…te compresa…

Aggiornamento: mi hanno or ora comunicato che non inizierò a lavorare lunedì ma in mezzo alla settimana…meno male, così posso prenderla con più calma (…e fare un po’ l’inserimento al nido con Rebecca…)

Long distance call…

Non capisco perchè la proprietà transitiva degli oggetti non possa essere applicata a cose (…ne prendo una a caso…) come un asilo nido…
Tipo “tra proprietari di asili nido non si paga nulla”…no, eh?
E’ che mi rode dover dare una buona parte del mio futuro stipendio ad una tizia quando a Roma ho un asilo nido mastodontico (…senza contare che lo amministra mio padre e che quindi la bimba vedrebbe tutti i giorni il nonno…)
Ma perchè continuo ad essere vittima di questi pessimi scherzi del destino?
Ma soprattutto, perchè quello che voglio o che mi serve è sempre ad un fottigliardo di chilometri da dove vivo?
Non che sia un fenomeno nuovo…era così anche quando vivevo a Roma…
Se non c’erano almeno 300 chilometri tra me e quello che volevo non ero contenta…
Ma che razza di abitudine è? Porca paletta!!!

Out of order…

E’ che forse ho trovato lavoro e mi devo riprendere dallo shock…

And if…

A volte penso che seguire solo i proprio istinti sia faticoso…molto più faticoso di quel che si pensa…
A volte credo che sbarazzarsi di neuroni e coscienza non abbia tutto questo fascino…che tanto prima o poi ci si scontra con neuroni e coscienza di qualcun altro visto che il mondo è pieno di gente che interagisce…
A volte provo ad immaginare una realtà in cui io non sia schiava delle mie voglie…una realtà in cui le vivo e basta…e quando dico “e basta” intendo proprio fermare tutto quello che non c’entra nulla con il godersele…
A volte vorrei che esistessero solo regole a cui attenersi senza la possibilità di ragionarci sopra in alcun modo…
Sono convinta che vivere così sarebbe di sicuro meno entusiasmante ma sarebbe dannatamente più semplice…

All that wine…

Può capitare che tu decida di andare a Udine per il Friuli DOC con la dolce metà ma non pensi che li berrai e mangerai oltre misura (…dovrò considerare un’alimentazione a base di passato di verdura per una settimana per rimediare al danno…ma ne valeva la pena…)
Non pensi che reincontrerai persone con cui ti trovi davvero molto bene nonostante tu le abbia potute frequentare pochissimo (…e qui aggiungo un “peccato”…)
Non immagini che ti ritroverai a cantare davanti ad un bar cercando di convincere le bariste a riaccendere la macchina dell’espresso per preparare caffè per tutti alle due e mezza del mattino (…no dico, mi avete lasciato cantare ubriaca…sono cose che non si fanno…)
Non ti ricordi mica che non reggi più l’alcool come un tempo e che il vino bevuto lo smaltirai soltanto mezza giornata dopo (…e solo con il vento a favore…)
Non ti viene da considerare il fatto che riderai, parlerai e ti divertirai così tanto in poche, pochissime ore…
Non pensi che riceverai uno scappellotto ogni volta che ricorderai a qualcuno che ormai è una persona anziana (…ah, se la pagherai mio caro…)
Non credi che condividerai pensieri, confidenze e sorrisi con tanta naturalezza…
Non immagini che incontrerai una vecchissima conoscenza (…qui si torna agli albori del blog…) alle 4 del mattino mentre entrambi sarete ubriachi persi…
Non metti in conto che finirai nel B&B più brutto che mente umana abbia mai concepito e che l’abbandonerai il giorno dopo in cerca di una camera d’albergo libera (…merce rarissima a Udine durante il Friuli DOC…)
Ma in fondo lo sai perfettamente che le cose belle succedono proprio così…
Succedono quando prendi e parti senza progettare nulla…senza aspettarti niente…
E’ proprio quando non ci pensi che ti ritrovi in mezzo ad una splendida tavolata nel cuore della notte a trattenere le lacrime dal ridere…
E prima che arrivi qualcuno a farti notare la cosa sai anche di sembrare molto melensa in questo momento…ma dopo tutto il vino che hai mandato giù che potevi mai pretendere?