April, 2009

About records

Tra Codogno e la mia casa romana ci sono 522 chilometri (secondo google maps).
Tra la mia adorata e sempre incompiuta casa romana e Matera ci sono appena 459 chilometri (sempre secondo google maps).
Facendo due conti (due di numero) tra andata e ritorno sarebbero, qualora io scenda davvero a Matera, 1962 chilometri.
Non batterei comunque il mio personale record di chilometri fatti in una sola settimana.
Perdincibacco.

I begging you for mercy

Sto sopportando questo clima di mer’… (non dire brutte parole Rossella), ehm, del cavolo.
Sto sopportando con estrema accondiscendenza (pure troppa) il fatto di essere in ufficio in un giorno in cui avrei voluto essere in ferie.
Sto sopportando il pensiero di un CDA e due assemblee solo per il fatto che alle 13 uscirò di qui per fuggire a Roma.
Sto sopportando davvero tutto con un bel sorriso (sperando di non avere pezzi di brioche tra i denti).
Ma l’attacco spam in tedesco proprio no, abbiate pietà.

Almost three years old

- Mamma mi prendi in braccio come quando ero piccina?

Ogni volta che mi fa questa domanda sorrido e la stringo tra le mie braccia come fosse ancora una neonata.

- Vedi? Come quando ero piccina. Si sta proprio bene.
- Perché? Secondo te ora sei grande?
- Sì, io non sono più piccina. Non sono più il fagiolo piccolino che stava nella pancia della mamma.
- …

Come cresce in fretta, per la miseria.

Celebrate good times, come on!

Ho festeggiato, ho brindato, ho scartato splendidi regali e ho soffiato su delle candeline dopo tanti anni grazie a mio marito.
Sono stata tra amici e ne ho sentiti molti altri.
Ho capito che la carta di giornale è un’ottima sostituta di quella da regalo.
Ho capito che chi vuole esserci in qualche modo c’è sempre.
Ho capito che la pioggia è solo un dettaglio quando vivi una bella giornata.
Sono stata bene, ecco.
Sono stata davvero bene.

April tips

Tre cose tre (tornano i “tips”, per i lettori appassionati di questo blog che di nome fanno Io, Mammeta e Tu):

- a me le voci di Zucconi e di Bottura in radio piacciono tanto. Hanno qualcosa di sexy, ecco.
- sono talmente bradipo la mattina che quando provo a scrivere la parola Lateral esce fuori Collateral. Questi sono i messaggi subliminali della mia mente. Sono evidentemente un danno collaterale per i miei due neuroni.
- oggi, anche se non mi vedete, cammino su dodici centimetri di tacco con estrema disinvoltura. Do-di-ci. Ripetete con me. Do-di-ci. Dichiaro aperte le olimpiadi di caduta libera (perché sfidando così tanto la sorte qualcosa dovrà pur succedere).

Addendum: eccomi sui do-di-ci. Ho le prove.

12

Headache

Un mal di testa come quello che ho ora non mi capitava dall’estate del ‘92.
Per chi non fosse stato con me quell’estate (più o meno la totalità dei lettori di questo blog) fu quella in cui tolsi gli occhiali da vista dopo nove anni.
A tre infatti il mio caro oculista mi diagnosticò un po’ d’ipermetropia e così mi condannò al soprannome di “quattrocchi” già dal primo anno d’asilo.
Li ricordo ancora i miei primi occhiali. Erano più grandi del mio viso e avevano una montatura bordeaux pesantissima.
Ogni lente pesava più di un etto.
Magari sto esagerando un pochino (naaa!), ma nei miei ricordi di bimba quegli occhiali erano davvero giganti.
Quando l’oculista finalmente mi disse che, testuali parole, avevo una vista bionica con undici decimi per occhio (per un po’ pensai pure di avere dei superpoteri) levai gli occhiali con tanto di quell’entusiasmo da non fare altro che piroette per tutta casa.
Peccato che per tre mesi mi vennero dei fortissimi mal di testa visto che i miei occhi si stavano allenando a mettere a fuoco senza l’aiuto delle lenti.
Non ricordo nemmeno dove andammo in vacanza quell’anno. Ricordo solo una pineta e l’amaca sulla quale cercavo di farmi passare i dolori.
Dove fossero poi quella pineta e quell’amaca è tutt’ora un mistero.

Here comes the birthday again

Oggi ho scelto di regalarmi un ricordo.
Ogni anno ne cerco uno tra quelli che magari ho messo da parte, che rimane nascosto dietro altri che sono sicuramente più spettacolari.
Tra i tanti c’è la crema rosa della Johnson’s Baby.
Me la ricordo sul mio comodino quando nella mia cameretta c’era una carta da parati della fine degli anni’70 piena di fiori dalle forme più strane.
E c’erano due quadri enormi con due pagliacci che ho sempre odiato perché mi pareva che mi guardassero male.
E avevo una scrivania bianca con due cassetti azzurri e due rosa che aveva dipinto papà tutto da solo e solo per me.
E c’era una lampadina blu a farmi compagnia mentre mi addormentavo ché la luce bianca sarebbe stata troppo forte.
La crema la mettevo sulle mani una volta a letto insieme a mia mamma. Il suo profumo era lì mentre chiudevo gli occhi senza alcun pensiero e senza la minima paura, lasciando che il letto mi rapisse completamente dal mondo.
Ho ventinove anni di colori, di odori, di sapori, di emozioni, di paesaggi e di pensieri.
Forse non bastano per sapere qualcosa della vita ma se non altro mi permettono di capire cosa voglio per me, per lui e per mia figlia che ora dorme nella sua cameretta dove non ci sono pagliacci che la guardano male, dove c’è un alce a dondolo di legno dipinto di rosso e una crema rosa della Johnson’s Baby sul fasciatoio.
Forse celebrare la vita significa proprio questo: usare i propri ricordi per regalare qualcosa.
Ventinove anni oggi e io ho intenzione di festeggiarli tutti.

Comics

Ciao, sono uno scrittore.
Scrivo storie per i fumetti da tanti anni ormai.
Di recente lavoro per un fumetto che si chiama Hulk, lo conoscete?
Nelle ultime storie ho creato un Hulk tutto rosso ma ai lettori non è piaciuto. Ho fatto combattere questo Hulk contro Thor e l’ho fatto vincere.
Nulla di strano se non fosse che ho iniziato a ricevere minacce di ogni tipo, persino di morte.
I fan di Thor si sono talmente risentiti da scrivere in giro per la rete di essere contenti della morte prematura di mio figlio.
E dire che scrivo fumetti. I miei personaggi nemmeno esistono.
Non posso fare a meno di chiedermi il perché di tutto questo.

Io non leggo fumetti. Li legge mio marito che ieri sera mi ha raccontato questo aneddoto che mi è rimasto in mente.
Cerco di capire che tipo di persona riesca anche solo a pensare “sono contento che tuo figlio sia morto, così impari a scrivere storie del genere”.
Questo tipo di pazzia mi inquieta.
La gente non si ferma davvero davanti a niente.

Here comes the sun

Questa mattina il cielo è grigio e la primavera sembra essere un ricordo di altri tempi eppure io ho in mente il sole.
L’iPod mi ha riportato in uno dei miei tanti viaggi in macchina verso il mare, quando da Roma andavo verso Tarquinia a trovare i miei nonni che d’estate si trasferivano più o meno lì.
E mi son ricordata del sole che entrava in macchina e che sentivo sulle braccia mentre guidavo e del finestrino tutto aperto perché l’aria condizionata nella Clio non c’era mica. Mi son ricordata del volume esageratamente alto della musica che per riuscire a sentirla tra il rumore del motore e quello del vento ci sarebbe voluto un miracolo.
E mi son ricordata delle distese di grano e di quelle di girasoli e del contadino che ti vendeva un cocomero a cinquemila lire.
In un attimo sono tornata indietro di dieci anni.
In un attimo ho rivisto quelle colline che son state sempre gialle per me.
Ho rivisto il sorriso di mia nonna che mi attendeva sul prato sotto un ombrellone arancione, sempre lo stesso.
Ho rivisto la sua pelle che d’estate diventava nera.
Ho sentito il sole dentro, davvero. Lo posso giurare.

Addendum: delle foto già sapete tutto. Quello che non sapete è che sto sistemando l’archivio visto che i vecchi post ospitati all’epoca su splinder sono dotati di una pessima impaginazione. Se vi va tutto settembre 2004 è a posto e non vi serve più una lente d’ingrandimento per leggere quelle poche righe.

Me and my camera

Non credo di avere nessuna speranza verso la fotografia, ma mi diverte molto.
Negli anni mi sono entusiasmata sempre di più nel provare a fotografare pezzi del mio mondo o di quello al di fuori della mia vita. Nessuna pretesa, solo sorrisi.
Così ho deciso di dedicare una nuova categoria alle foto che mi piacciono.
Per commenti, reclami e richieste di grappa basta cliccare sulle foto per essere catapultati sul mio flickr.