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ninna per More than words, Work or whatever
June
30 Tue
2009
Ultimo giorno in ufficio.
Mi son messa un enorme cappello nero in testa che nemmeno la Regina Elisabetta.
Ho indossato un vestito ed un paio di scarpe coi tacchi come se andassi ad una festa.
Voto: 9,5. Me l’ha dato un mio collega scherzando.
Ecco, loro mi mancheranno.
Oggi vorrei festeggiare per le novità e per delle belle notizie e invece so già che mi scenderà qualche lacrima.
Avrei voluto scriverlo in francese ma non mi va di cercarlo quindi: così è la vita.
Addendum: ecco la foto. Contenti?

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ninna per Let's talk about, Reflex
June
29 Mon
2009
Mi sento così (ma così come?) e non credo di sapere bene perché.
Ho voglia di partire, ma è una voglia che ho sempre.
Ho iniziato ad usare la mia carta di credito. Ce l’ho sul comò da non so quanto tempo. Oggi l’ho usata, io che ho sempre odiato le carte di credito. Mi piace pagare subito quello che compro e non dover aspettare metà mese, fine mese o quel che è.
Alla fine non cambia niente, ma mi scoccia comunque.
Se io rinnovo il dominio di questo blog oggi te lo pago oggi, perché devo aspettare il 15?
Alla fine ho ceduto. O così o pomì come diceva una pubblicità del secolo scorso.
E poi scrivere secolo scorso è brutto, diciamocelo.
E ho dipinto tutto di rosso. Non potendolo fare con le pareti di casa l’ho fatto con dei codici nel template.
Ho voglia di sole, dell’odore dei pini marittimi vicino al mare, di sabbia sotto i piedi. Allucinante.
Io che ho voglia di spiaggia. Allucinante davvero.
Ho voglia di essere migliore anche se tanto non andrò bene comunque.
Ho voglia di cantare, come sempre del resto.
Ora mi metto a cantare. Voi statemi bene, mi raccomando.

Addendum: stamattina è uscito il terzo post su Grazia. Grazie per questa settimana da ospite, mi sono divertita un mondo.
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ninna per Work or whatever
June
26 Fri
2009
E’ strano.
Venire a lavoro sapendo che non ci verrai per un po’ è strano.
E’ come se tutto fosse molto meno importante del solito.
Sono qui ma è un po’ come se non ci fossi.
Mi sento leggera, distaccata, passo più tempo con le mie colleghe.
E’ molto più bello lavorare così. Chissà perché dopo ventuno mesi qui dentro sto dando un’altra dimensione a questo posto solo ora.
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ninna per Let's talk about
June
25 Thu
2009
Ed ecco il secondo post su Grazia. Non vi aspettate niente di serio!
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ninna per Work or whatever
June
25 Thu
2009
Ho fatto un unico errore: crederci. Io che non do mai niente per scontato c’ho creduto.
C’ho creduto perché la parola “assunzione” è inebriante: pone fine al tuo rapporto con la precarietà in un attimo.
E invece ieri mi hanno detto che ops, non possono assumermi, e che quindi starò a casa quel mese necessario affinchè il giochetto possa considerarsi legale.
Il giochetto l’ho visto fare tante volte qui dentro: determinato, determinato, un mese a casa, determinato, determinato, un mese a casa, etc etc…
Da mercoledì entrerò a far parte di questo numerosissimo club: quello di chi si è fatto fregare.
Ieri pomeriggio ero furiosa. Ero furiosa non per via del giochetto che ormai in molte società è considerato normale. Ero furiosa perché non si comunica al dipendente solo quattro giorni lavorativi prima.
Con un minimo di preavviso avrei potuto organizzarmi, anche fosse stato solo per prenotarmi due settimane di vacanza a luglio.
Ma non sono arrabbiata. Sono schifata ed è diverso, perché ho visto persone ricevere questa stessa notizia addirittura dopo la scadenza del contratto.
C’è modo e modo di comunicare una cosa del genere. Non capisco perché scelgano quello peggiore seguendo una specie di filosofia che si basa sul ricatto e sul terrorismo psicologico.
Ma non sono sul piede di guerra anche perché sono sempre riuscita a distaccarmi da questo ufficio. Qui urlano e sbraitano tutti e io non voglio farmi risucchiare in questo vortice che logora molti di quelli che lavorano qui.
Questa vacanza io la voglio.
La voglio per fare tante cose, per dedicare energie alla mia cara idea che mi coccolo da un po’ e per guardarmi bene intorno. A 29 anni posso fare ancora tutto quello che voglio e posso stravolgere tutto. Ho solo commesso l’errore di adagiarmi sulla parola “assunzione”.
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ninna per When I talk with
June
24 Wed
2009
L’anno scorso, più o meno in questi giorni, vi chiedevo di farmi un in bocca al lupo.
Oggi per motivi completamente diversi ve lo chiedo ancora.
Sfruttiamo la fortuna di questo posto.
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ninna per Let's talk about
June
23 Tue
2009
Ed eccomi su Grazia. A quanto pare sono pure sulla versione cartacea (che ancora non ho visto) ringiovanita di ben quattro anni a costo zero! Più economico di un lifting, poco ma sicuro.
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ninna per Reflecting
June
23 Tue
2009
Nell’atrio del palazzo dove sono cresciuta in quel di Roma c’è una pesante carta da parati in velluto verde scuro e tutto è circondato da questi enormi profili di legno di una tonalità che non riesco a definire.
L’atrio inizia con un grande portone di vetro e finisce con una scalinata di soli quattro gradini di marmo bianco che sembrano farsi abbracciare da due balaustre di legno intarsiato.
Quell’atrio da bambina mi sembrava una piccola sala da ballo: l’aspetto austero, a tratti elegante, e quelle lampade di vetro ed ottone che sembravano rubate ad un altro secolo.
Ogni volta che faccio quei quattro gradini i ricordi mi attraversano uno ad uno come fossero spettri del passato.
Ricordo la mano di mio padre che mi teneva su quando ancora i miei passi erano incerti.
Ricordo l’impazienza mentre mia madre mi allacciava i pattini, quelli che con almeno dieci lacci si chiudono intorno alle scarpe.
Ricordo il tempo perso seduta su quel marmo aspettando gli amici in ritardo prima di uscire la sera.
Ricordo le lacrime delle prime cotte da adolescente che si perdevano vicino a quei muri mentre il mio migliore amico mi ricordava che tanto gli uomini non capiscono niente.
Ricordo le carezze di mio nonno mentre soffiava sulle mie ginocchia massacrate dell’ennesimo volo dalla bicicletta.
Quell’atrio mi racconta delle storie di una vita che ho vissuto e che ricordo a malapena.
Lo ascolterei per ore se solo potessi. Per ore, per giorni, con la malinconia addosso, quella del tempo perduto.
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ninna per Let's talk about
June
22 Mon
2009
Che poi nonostante tutto è stato un fine settimana di pace.
Nessun programma, nessun orario da rispettare, nessun sentimento da nascondere.
Ho sperimentato una calma che non provavo da un po’.
Meglio così. Va molto meglio così.
Addendum: mi sono solo scordata di dirvi che da domani sono ospite sul blog di Grazia per una settimana.