Mesi fa mi hanno regalato dei biglietti aerei e i biglietti aerei, detto tra noi, non se buttano mica.
Per farla breve, domani mattina parto per Praga e torno lunedì. La cosa strana è che non sono preparata. In genere prima di partire mi documento, penso in anticipo ai bagagli, cerco di capire se quello che vorrei visitare sia aperto o chiuso o ancora in piedi (non si sa mai). Non so cosa troverò a Praga (a parte la “Casa danzante” di Frank Gehry), non so che piatti tipici ci siano, non so se producano o meno un qualsiasi genere di bevanda alcolica (che non guasta mai), non so nulla. Per esempio ho scoperto ieri che non c’è l’euro. E non fate quelle facce. Non lo sapevo!
Insomma, ho ventiquattro ore per recuperare un po’ di informazioni utili e magari una buona guida. Voi per caso avete qualche suggerimento?
October, 2009
Ancora cinque minuti.
London bridge is falling down
Scritto da ninna per Let's talk about, More than wordsOctober 27 Tue 2009
Questa volta a Londra non ci sono andata da studentessa o con gli amici a vagabondare. Questa volta ci sono andata da mamma, da moglie e da figlia.
La mia piccola meraviglia ha adorato la torre e i gioielli della corona e correre per St. James Park. Mia suocera non aveva mai preso un aereo prima di venerdì, giusto per dirne una. Mio padre ha avuto la possibilità di lamentarsi di come tutto cambi per ben quattro giorni di fila tirando fuori aneddoti su una Londra di quarant’anni fa che ormai non esiste nemmeno più.
Io mi sono goduta ogni singolo passo dentro quella città che mi ha visto diventare ragazzina e poi adolescente e che ora mi ha ritrovato adulta e mamma.
Giravo mano nella mano con mio marito quando mi è tornata in mente una passeggiata fatta a Oxford Circus con un ragazzo di cui nemmeno mi ricordo il nome. Avevo quattordici anni e anche solo tenere la mano ad un ragazzo mi sembrava qualcosa di stravolgente. Come vola il tempo.
Io e mio marito da ragazzi abbiamo vissuto Londra in anni diversi e con spiriti probabilmente opposti ma ora possiamo conservare le immagini di nostra figlia che sorride agli annunci della metropolitana e che indica tutto con stupore. Abbiamo una nuova Londra da mettere tra i ricordi, come quella di domenica sera, quando siamo usciti dall’albergo troppo tardi per trovare aperta la cucina di un pub e abbiamo ripiegato sull’unico ristorante ancora in funzione della zona. Era un ristorante più o meno italiano in cui abbiamo deciso di ordinare quelli che all’estero pensano siano davvero piatti tipici italiani. E quindi abbiamo spostato le polpette dagli spaghetti e il pollo piccante dalla pizza. Non ce l’abbiamo fatta a mangiare tutto così come ce l’avevano portato. Abbiamo indagato su quale potesse essere l’origine del pane all’aglio con formaggio e cipolle e abbiamo riso davanti ad una terrina che sembrava contenere l’impasto di un dolce bruciato come fosse della crema catalana. In quella terrina bassa, sotto del gelato alla vaniglia, secondo loro c’era del panettone.
Ma anche questa è Londra insieme alle foglie gialle dei parchi che volano ovunque, insieme ai nuovi grattacieli che cambiano lo skyline della città alla velocità della luce o insieme ad una jacket potato con i fagioli mangiata in un pub lungo il Tamigi.

E poi inizi la giornata mano nella mano mentre fai colazione e fuori finalmente piove ed è tutto grigio e domani mattina parti per Londra e ti senti felice.

Per la serie “non ci credo nemmeno io”: sto per consegnare la mia prima bozza di una Bibbia.
C’è stato un momento ieri in cui mi sono sentita bellissima. E’ stato uno di quei momenti sporadici in cui si sperimenta la perfezione. Non parlo di una bellezza puramente estetica, ma di un senso d’improvvisa completezza, quella che fa sentire invincibile. Davanti a quello specchio ho pensato o forse sperato che la sensazione sarebbe rimasta con me e invece si è dissolta ancora più velocemente di quanto avrei potuto immaginare. Non c’era niente prima e ancor meno di niente c’è adesso. Mi guardo e non provo nulla e la cosa che più mi infastidisce è sentirmi delusa. Pensavo di essermi abituata al fatto di non aspettarmi mai niente ma evidentemente ancora non è così.
- Amore raccontami cosa hai fatto oggi alla materna.
- Ho giocato, ho disegnato, ho mangiato e poi ho cercato il tesoro.
- Il tesoro?
- Sì, quello che Enrico mi nasconde sempre.
- Dispettoso questo Enrico.
- Un po’, ma è tanto romantico. Dice che il tesoro brilla come i miei occhi.
- Ah. (Ce sta a prova’!)
- Ma tutti i maschietti sono romantici, vero mamma?
- Ehm. (La verità la rimandiamo ad un altro anno.)
Addendum: vi lascio il making of delle interviste doppie creato nottetempo dal mio socio.
making of interviste doppie from PocaCola – Riccardo on Vimeo.
Sapete cosa? Il mio fine settimana ho deciso di farlo iniziare ora, in questo preciso istante quindi non mi resta che farmi una doccia, vestirmi e uscire. Vorrei solo chiedervi un favore: non è che durante il corso della giornata sareste disposti a mandarmi una mail con su scritto “Rossella, piantala di fare shopping”? Nel caso vi ringrazio già da ora.
Baci e abbracci a tutti.
Addendum: siete tra gli invitati alla nona GGD milanese? Allora è probabile che ci si incontri lì.



















