November, 2009

iCal

Visto che questa casa è di nuovo Winzoz-free ho avuto la brillante idea di ricominciare ad usare iCal per pianificare la mia vita. Dovete sapere che per quanto riguarda l’agenda sono una patita delle Moleskine. Ne ho due, entrambe nere: una media che uso come diario personale in cui finiscono pensieri, biglietti, ramanzine a me stessa e via dicendo e una gigante dedicata solo ed esclusivamente al lavoro che sembra gestita da un’altra me. E’ fin troppo ordinata.
Bene, nel fine settimana ho riportato tutti gli impegni sul Mac dividendo i miei da quelli di lavoro grazie ad una serie di colori piuttosto discutibili.
Il risultato? A parte l’effetto arlecchino a cui i miei occhi non si sono ancora abituati, resta sempre troppo poco spazio bianco a disposizione.

Happy birthday Nicky!

Grazie per la bella serata, per i sorrisi e per quella bella sensazione rassicurante che provo quando siamo insieme.
Ancora tanti auguri bella bionda! E grazie anche ad Alberto per le foto.

Don’t ask me why

C’è una cosa che mi turba un po’ vista l’avventura che sto intraprendendo di recente.
A me non piace parlare di libri, ecco.
Lo dicevo l’altro giorno ad uno scrittore. L’ho ripetuto stamattina ad un altro.
Non capisco perché si debba analizzare ogni singola riga. Alla fine si tratta di sensazioni. Quando leggo provo un’emozione, come tutti, che non cambierà nonostante tutte le analisi del mondo. Che sia ridere o commuoversi o annoiarsi a tal punto da farmi venire voglia di gettare il libro dalla finestra non fa alcuna differenza. Le parole che verrano dopo non cambieranno quello che sto provando in quel momento, così come non cambieranno le emozioni provate dallo scrittore mentre sta dando vita alla sua storia.
Ma come si può riassumere qualcosa di così personale con un giudizio che sarà sicuramente soggettivo?
Quello che per me è stato bello lo sarà anche per te?
Quello che ho trovato brutto e noioso farà lo stesso effetto anche a te?
E se quelle righe che mi hanno emozionato al punto di farmi piangere a te non dicessero assolutamente nulla e viceversa?
Un libro cerca appigli tra le mie esperienze per entrare in contatto con me. Cerca interruttori per farmi distrarre, ridere, riflette. A volte tutto questo avviene. Altre non succede un bel niente. Ma c’è una cosa che resta sempre: la sensazione che mi porta a pensare che tanto non riuscirò mai a spiegarti i miei perché.

Red

Ho scoperto che basta vestirsi di rosso per contrastare il grigiore delle giornate di pioggia.
Provateci. Basta un pezzo, anche piccolo, non c’è bisogno che sembriate per forza il Gabibbo.

Foto del 49367129-11-2455162 alle 13:42

My one and only

Ho incominciato a tenermi lontano dalle mamme al corso pre-parto quando l’ostetrica disse che aveva allattato suo figlio per quattro anni riscuotendo successo tra le astanti. Fermo restando che ognuna ha il diritto di allattare come e quanto vuole io alla lezione dopo non andai. Chissà perché.
Ora che sono passati più di tre anni dai bei momenti in cui mi davano un bambolotto per spiegarmi come mettere un pannolino alla mia creatura continuo a stare alla larga dal 99% delle mamme. Alla scuola materna mi limito ad una serie infinita di buongiorno, parlo al volo con le maestre e scappo via. Passo deciso. Ogni esitazione sarebbe fatale.
E’ che davvero non ci riesco. Mi mettono paura. Avete mai visto un gatto quando ha paura? Se lo mettete vicino a un bambino il gatto inizia ad indietreggiare perché non riesce ad intuire i movimenti del piccolo esserino scoordinato.
Ecco, per me è uguale. Indietreggio davanti a quello che non posso comprendere.
Perché davvero io non capisco come tu possa perdere tempo preoccupandoti di vaccini che ti vogliono spacciare per fondamentali quando sono più o meno inutili, di frutta e verdura coltivata chissà dove e come, del muco che produce all’ora tuo figlio quando poi lo infili in macchina senza metterlo nel seggiolino ignorando persino l’esistenza della cintura.
Scommetto che il bambino sarà sicuramente felice di zompettare e giocare sul sedile della macchina mentre tu sei al volante. Chissà se sarà altrettanto felice quando si spaccherà la testa contro il parabrezza perché avrai inchiodato a trenta chilometri all’ora.

P.S: vorrei ringraziare quell’1% di mamme che non mi fanno indietreggiare e che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni. Siete preziose.

Me and my camera – Orta

I’m trying to breathe here

Questa mattina parlare non mi viene particolarmente bene. Volete un esempio?
L’ultima frase detta a mia figlia poco fa suonava più o meno così: “An-etcì-che etcì etcì etcì etcì io etcì etcì, a-etcì-mo-etcì-re etcì etcì etcì mio etcì etcì.”

From Orta with love

Sono convinta che questo sia uno dei pochi luoghi di cui non mi stuferò mai nella vita.

23112009158

Our first wedding anniversary

Pare che questo fine settimana si festeggi il primo anniversario di matrimonio.
Pare che si torni nella splendida Orta per qualche giorno.
Pare che non si veda l’ora di partire.
Uff, ma quanto manca?

Comunicazione di servizio

Dunque, qualche settimana fa la Zurigo Turismo, tramite il gentilissimo Zio Burp, mi ha regalato due biglietti per andare a vedere un concerto di musica classica a Milano. Fin qui tutto chiaro.
Purtroppo ho dovuto declinare l’invito per cause di forze maggiore.
Lo spettacolo sarà domani sera ed è un vero peccato che i due biglietti restino inutilizzati quindi se siete interessati alla cosa mandatemi una mail. Perché non approfittarne?