Ieri sera eravamo a cena da amici. Non so come, tra un torroncino e un turno a nascondino con Rebecca, siamo finiti a guardare un po’ di foto. I miei amici, che sono tutti zii per lei, conservano le foto di mia figlia da quando è nata ad oggi. Tra una foto e l’altra ne è uscita qualcuna prodotta dalle loro macchine fotografiche che non avevo mai visto. Era il 13 settembre del 2008. Si sposava il mio più caro amico e Rebecca era semplicemente stupenda. Guardando questa foto mi sono innamorata ancora una volta di lei, come se quelle mille volte al giorno non fossero già sufficienti.
Non pensavo che per questo Natale avrei ricevuto regali così belli.
E prima la nipotina, poi la prima versione della copertina del mio libro (sembra sempre più vero porca paletta), poi hanno letto il mio post di Natale ad Alaska(un programma di Radio Popolare. Se proprio non avete niente da fare qui c’è il podcast) e tra i pacchetti sotto l’albero ho trovato due regali che desideravo da mesi (anzi, uno lo volevo più o meno da quando avevo sedici anni).
Posso dirlo? Che meraviglia!
Se non fosse che mi sono scordata di fare gli auguri a quasi tutte le persone che conosco e a buona parte del parentame sarebbe andata meglio.
Ma sono ancora nella grande maraca. Non lo faccio mica di proposito.
E poi a Natale siamo tutti più buoni, no?
Non sono del tutto sicura di arrivare a Natale nel pieno delle mie facoltà mentali.
I miei due poveri neuroni stanno facendo quello che possono ma credo che presto passeranno dagli straordinari allo sciopero.
Prima di perdere del tutto la ragione vi lascio i miei auguri per queste feste.
Ridendo e scherzando siamo al quarto videopost natalizio. Chi l’avrebbe mai detto? Silent Night, All I Want for Christmas, Jingle Bell Rock e ora Let It Snow.
Mi piace questa tradizione. Spero che piaccia anche a voi.
Riassumendo: buon Natale, buon anno nuovo e via dicendo. Metto il blog in vacanza quindi ci si legge quando capita.
Mi viene da concludere il post con XOXO. Colpa delle puntate di Gossip Girl che ho visto di recente.
Facciamo che vi saluto con la traduzione romana di quelle quattro lettere: baci e abbracci ai pupi.
Mi sveglio e cerco la buona notizia perché le avvisaglie c’erano tutte. Apro la posta e la vedo. Irene è nata ed è semplicemente bellissima.
Sono qui che la guardo in queste foto e mi viene da piangere. Non vedo l’ora di essere a Roma e di abbracciare Licia e Giuliano.
Qualche mese fa un nostro caro amico scriveva: “E piango contento, come uno scemo, perché il prossimo Natale a noi simpatici simbionti porterà un regalo grosso grosso. E già gli voglio bene.” Aveva ragione. Ci può essere un regalo più grande di questo?
Ben arrivata Irene. Tu non lo sai ma hai un papà e una mamma straordinari e tanti zii che si faranno in quattro per te.
P.S: hai anche una cuginetta di nome Rebecca che ti sta guardando tutta sorridente e zompettante.
alzati e vai alla finestra. La vedi la tua macchina? Sì, proprio quella che stamattina sembrava un enorme cubetto di ghiacchio.
No, non fanno bicchieri tanto grandi da poterla mettere in uno spritz, rassegnati. Senza contare che per comprare tutto quell’Aperol dovresti chiedere un prestito.
Ma andiamo avanti. Vedi quella bella porta tutta verde con una grande maniglia nera sopra?
Quella è l’entrata del tuo box. Sai, il box è quel luogo in cui si parcheggiano le macchine. Te lo sto spiegando perché a quanto pare ti sfugge il fatto che quando la temperatura è più meno sotto lo zero ti potrebbe tornare utile metterla lì e non lasciarla fuori a tentare impossibili transizioni di fase. La tua macchina, mia sbadata amica, è già allo stato solido. Smettila di sperimentare.
Il mio primo romanzo, "Ti voglio vivere", uscirà il 15 giugno in tutte le librerie.
Di cosa parla? Lo scoprirete. Nel mentre potete andare a sbirciare sul sito Molto sedotta e sempre abbandonata.
- menstyle, tentativi di (mini)racconti erotici
- il Post sotto l'Albero del 2009 letto su Radio Popolare (cliccate per scaricare il podcast)
- la settimana da ospite su Grazia: 1, 2 e 3
- i miei cari lettori che mi seguono da anni e che tengono sempre le dita incrociate per me quando glielo chiedo;
- Giovy per essersi occupato spesso di questo posto e per avermi aiutato con il dominio e quant'altro e per essere un amico di quelli che restano sempre;
- Andrea per la migrazione dal vecchio blog e per tutto quello che fa per me ogni volta che parliamo un po';
- mio marito per essere esattamente così com'è. Lo ringrazio per tutto l'amore che mi dimostra ogni giorno. Questo posto è stato prima un'occasione per la nostra relazione e poi un qualcosa da condividere insieme. Qui ci sono io, c'è lui e c'è nostra figlia. E' un pezzo del nostro mondo.
La storia del blog
In breve: questo blog è nato l'11 settembre del 2004 in un momento in cui avrei voluto cambiare tutto nella mia vita. Scrivevo i miei pensieri uno dietro l'altro, divisi solo da tre puntini di sospensione. Allora come adesso non vuole essere un costante esercizio di stile. E' il mio modo di fare autoanalisi, un mio modo di ascoltarmi. Spesso è folle, ancora più spesso è indecifrabile. Ci sono deliri, sfoghi e quella parte di me che prova a restare ottimista, leggera e allegra. Qui non ci sono verità di vita, argomenti di attualità o articoli di moda, ma ci sono i miei ricordi, le mie riflessioni, i miei amori e le mie litigate. Ho sempre scritto le cose così come mi passavano per la testa, belle o brutte che fossero, poiché continuo a pensare che sia inutile provare ad analizzarsi quando non si è sinceri con se stessi. Dal 2004 a oggi il blog è cresciuto con me, è cambiato con me e prova a migliorare insieme a me. E' qui per ricordarmi che ho cambiato tutto e che sono in grado di farlo.
Regole della casa
La regola è essenzialmente una e si basa sul semplice e meraviglioso concetto del "vivi e lascia vivere" quindi non ve la prendete se il vostro commento verrà moderato.