January, 2010
E quando la tua testa ti sembra sul punto di esplodere fermati. Rilassati. Chiudi tutto il resto il fuori.
Resta con i tuoi respiri. Manda via le preoccupazioni. Tieni solo il bello.
Per il resto c’è tempo.
Se un alieno riuscisse a captare per cinque minuti il segnale di una qualsiasi delle principali reti televisive nostrane si ritroverebbe probabilmente a guardare un intervallo pubblicitario. In quei cinque minuti noterebbe l’enorme differenza tra i due sessi della nostra specie. L’uomo risulterebbe un essere perfetto che non deve chiedere mai, mentre la donna guadagnerebbe l’etichetta di articolo difettoso. Perché? Perché in soli cinque minuti di pubblicità una donna soffre di mal di pancia, mal di schiena, mal di testa, mal di piedi, gonfiore alle gambe, diarrea, prurito delle parti intime, stitichezza, irregolarità varia e chi più ne ha più ne metta. Ma poi l’avete mai sentita una donna dire “scusate amiche, sono arrivata tardi perché dovevo grattarmi lì”. E’ ancora peggio di quella che deve rifare il test di gravidanza perché non riesce a contare le linee che compaiono.
Alieno? Senti a me. Capta solo House.
Ogni tanto tirano fuori un nuovo socialcoso con cui perdere tempo.
La moda del momento è formspring.
A cosa serve? Non l’ho capito. L’unica cosa chiara è che mi potete fare delle domande.
Non credo che il giochino duri molto. Tra una settimana sarà già finito nel dimenticatoio.
Ma oggi gira così. Se volete approfittatene.
Pensavo seriamente che non avrei saputo gestire la giornata di ieri e che a sera mi sarei ritrovata travolta dall’ansia. Per mia fortuna non è stato così.
Ora quando apro il file del mio libro non mi sento più prendere dall’agitazione. Al contrario mi sento contenta e fortunata.
Mi sento come drogata d’euforia, cosa che ogni tanto non guasta, diciamocelo.
Qui in casa da qualche giorno c’è un vassoio con dei dolci tipici di carnevale. Me li ha portati un’amica che è passata a trovarmi.
A Roma le chiamiamo le “frappe”. Nel tempo ho scoperto che vengono chiamate con mille nomi diversi.
Le frappe sono un dolce semplice che ho visto fare a quasi tutte le ragazze e le donne che conosco. Mi dicono tutte che “non ci vuole niente a farle!” e io mi sono sempre fidata.
Ma a me non piace fare dolci. Ogni tanto ritrovo il piacere di cucinare e di provare nuove ricette, ma i dolci li evito.
Forse preparo un ciambellone ogni morte di papa, ma niente di più.
Mi ricordo ancora la mia prima e ultima sacher. Sembrava un pezzo di marmo. Avrei potuto ucciderci qualcuno tirandogliela addosso. Chissà i titoli dei giornali. “Sventurato muore per torta in faccia.”
Ma una volta le ho fatte anche io le frappe. Ero nella cucina della nonna di una mia amica. Era un pomeriggio di febbraio e avrò avuto quindici anni.
La mia amica già sapeva cucinare di tutto a quell’età. Sapeva stendere la pasta, fare i tortellini, preparare l’arrosto.
Io al massimo sapevo capare i fagiolini: anni e anni di domeniche pomeriggio passate a caparli insieme a mia nonna.
E così, visto che si avvicinava il martedì grasso o il giovedì grasso o quel che era di grasso, la mia amica si mise a fare le frappe chiedendomi di darle una mano.
Feci tutto quello che mi disse, senza mai prendere nessuna iniziativa ma, mentre le sue frappe erano perfette, le mie erano tutte storte e accartocciate.
Pensai di essere senza speranze finché lei non mi disse che le sue la prima volta era venute ancora peggio.
Ecco, del carnevale il mio più bel ricordo è questo: il pomeriggio delle frappe.
Per il resto a me non è mai piaciuto mascherarmi e lanciare coriandoli. Alle feste lasciavo il carnevale agli altri bambini.
Li guardavo in tutti quei vestiti colorati dai tessuti pesanti e impossibili e lasciavo che fossero solo loro a sudare dietro le maschere.
Io mi sedevo da una parte aspettando che si stancassero. Ricordo il mio grande vestito rosa e il cappello a tesa larga con i fiori.
- Da cosa sei mascherata Rossella?
- Da Rossella O’Hara. – rispondevo io con una certa rassegnazione.
- E chi è?
- Non lo so. So solo che si chiama come me.
- Ma che fa questa?
- Boh! Mia mamma dice che è una famosa.
- Ah, se lo dice lei…
Mi mancava scrivere un post diviso in punti. Si prega i lettori di soffrire in silenzio, grazie.
- guidare nella nebbia è brutto.
- guidare nella nebbia su quei tratti di statale privi di qualsiasi accenno di segnaletica orizzontale ti rende capace di tornare ad essere credente e di pregare in aramaico antico.
- prima pensavo che dare del cibo al gatto due volte al giorno lo rendesse un animale felice. Ora penso che sia felice dieci minuti al mattino e dieci alla sera e che passi il resto del tempo a capire come poter usare il mio cadavere per vivere meglio.
- ho convinto il sig. Dazieri ad aprire un account su twitter. Dopo Obama, Demi Moore e Lenny Kravitz ci voleva proprio uno scrittore.
- mi sono arrivate le prime mail per questa idea che mi è venuta l’altro giorno. Volete partecipare anche voi?
- credo di voler sostituire la mia bilancia con un aggeggio di forma simile che invece di farmi vedere orrendi numeri mi rassicuri sull’universo, la vita e tutto il resto.
- dovrei pranzare con carne e carote ma ho voglia di risotto con gorgonzola e speck. Qualcuno mi presta un po’ di forza di volontà?


