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Sono in quella fase in cui vorrei e dovrei scrivere la dedica e i ringraziamenti.
Cavolo, son più difficili del resto del libro. Non pensavo.
Sono in quella fase in cui vorrei e dovrei scrivere la dedica e i ringraziamenti.
Cavolo, son più difficili del resto del libro. Non pensavo.
Io sono pessima. Ma pessima. Se non scrivo le cose ovunque le scordo. Ma solo quelle che riguardano me, eh? Per quelle degli altri ho una memoria di ferro. Se mi dite “Ro’, poi mi ricordi di…” state pur sicuri che ve lo ricorderò.
Ora mi ritrovo a scrivere qui di dover assolutamente comprare la tenda per la finestra del bagno grande. Visto che non assomiglia più ad un magazzino e che abbiamo iniziato ad utilizzarlo tutti i giorni sarebbe anche il caso di non mostrare ai vicini cose tipo l’uscita dalla vasca o la camminata a pinguino verso un nuovo rotolo di carta igienica.
Giusto?
Attenzione: post ad alto contenuto di asterischi. Astenersi in caso di eccessiva antipatia verso questo simbolo.
Non ricordo dove ho letto una frase sulla parità dei sessi proprio ieri. Diceva che ci siamo piuttosto vicini o una roba del genere.
Secondo me invece siamo ancora lontani. La parità non ci sarà finché l’insulto non cambierà le sue regole base.
Mi spiego meglio.
Per offendere una donna le si dà della mign***a, della zoc***a e via dicendo.
Per offendere un uomo si dà comunque della poco di buono ad una donna.
Pensateci bene: si passa dal figlio di put***a al cornuto (oh, questa la posso scrivere tutta). La colpa, in poche parole, resta sempre della donna. Che sia mamma, moglie, fidanzata, poco importa.
Vogliamo davvero la parità dei sessi? Allora iniziamo a rivoluzionare gli insulti.
Ci sono giorni in cui vorrei tanto essere come Temperance “Bones” Brennan.
P.S: se volete perdere altro tempo su questo personaggio cliccate qui.
La fregatura dell’essere intrinsecamente irrequieta mi spinge verso il cambiamento anche quando tutto funziona.
A volte penso di non essere capace di stare ferma, proprio come succede ai bambini quando sentono il bisogno di correre.
Questo è stato un fine settimana atipico. Senza contare il fatto che per una sorta di dimenticanza cronica la mia adorata Canon è rimasta sempre a casa.
(Grazie Nicky, per le foto e per tutto il resto.)
Mettiamola così:
- non riesco mai a festeggiare come vorrei e la cosa mi ha leggermente rotto le scatole.
- inizio questo venerdì parlando di IVA e trimestri. Ho detto tutto.
- non mangio carboidrati da sette giorni perché sentivo il bisogno di ritrovare quell’equilibrio puramente fisico che solo la dieta riesce a darmi, ma rischio di mandare tutto all’aria solo perché mi girano. Oh, se mi girano. E se mando tutto all’aria poi mi vengono i sensi di colpa.
- il meteo ha fatto sparire il sole che dava per domani su Milano e l’ha sostituito con una bella nuvoletta carica di pioggia cosa che manderà all’aria il picnic che stavo organizzando per questi trent’anni.
Detto questo, se non vi dispiace, io ora mi metto a urlare. Se vedrete tremare i vostri vetri non preoccupatevi. Sono soltanto io, non un terremoto.