Il blog di Rossella Rasulo

Archive for June, 2010

About Rebecca

Wed, June 30, 2010

As time goes by, so hard to catch

Mia figlia ha più di quattro anni e io non so dove sia andato a finire tutto questo tempo.
E’ una piccola donna con il suo carattere, le sue idee, i suoi gusti. Prende le sue decisioni.
Il ricordo di lei neonata tra le mie braccia sembra diventare sempre più sbiadito. E’ grande, è decisa e sta tirando fuori la testardaggine che io ho avuto da sempre, quella che si usa per scagliarsi contro i mulini a vento.
Quando la vedo così non riesco a considerarla una bimba. Ma poi capita che mi chieda di sistemarle i capelli e improvvisamente mi sento come quando l’ho tenuta in braccio per la prima volta. Ogni volta che le mie dita le spostano la frangetta dal viso l’amore che provo per lei diventa in un istante più denso e riesco quasi a toccarlo.
Forse devo smetterla di pensare al tempo che passa e godermi le nuove sensazioni che si intrecciano con la vita che cambia e che cambierà di giorno in giorno.

P.S: grazie per ieri sera, a tutti, per tutto.

Words in progress

Tue, June 29, 2010

Celebrate good times, come on!

E insomma, stasera presento il mio libro per la primissima volta.
Dirvi che sono emozionata è poco, veramente poco. Ho lo stomaco sottosopra, non ho idea di cosa dire e continuo a guardare il vestito che vorrei mettere pensando “ma no, ma no, dovresti fare la persona seria, ma no, ma no, …”
Ma sapete cosa? Io ho voglia di festeggiare e non vedo l’ora di farlo.
Ci si vede stasera qui. Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

When I talk with

Mon, June 28, 2010

An everlasting smile

Caro amico,

volevo ringraziarti per il sostegno, quello che riesci a trasmettermi quando siamo vicini, lo stesso che mi fai sentire attraverso le tue parole quando siamo lontani. Volevo ringraziarti perché non hai mai smesso di avere fiducia in me e per avermi permesso di guardarmi anche solo per un attimo con i tuoi occhi. Io da qui dentro faccio fatica a osservarmi, sai?
E ti ringrazio per avermi ricordato di sorridere. Hai ragione quando dici che sorridere migliora la vita.
Quindi continuiamo a migliorarci a vicenda perché credo che non esistano molti altri scopi importanti come questo.

Con affetto,

Rossella

Reflecting

Thu, June 24, 2010

Can you feel a little love?

C’è un momento, durante il risveglio, in cui non si riesce a capire dove finisca il sogno e inizi la realtà.
E’ proprio in quell’istante che tutto quello a cui siamo abituati smette di esistere. Non c’è più il tempo, con le sue ore e i suoi minuti. Non c’è più lo spazio. Persino il letto su cui siamo sdraiati non ha più la stessa forma. A volte è infinito mentre altre sembra svanire nel nulla.
Ed è lì, mentre le dita cercano le lenzuola per tirarle un po’ più su, per coprire almeno il collo, che mi rendo conto di avere la prova della mia esistenza. Esisto perché lui mi bacia prima di uscire di casa. Esisto perché la prima parola che dice mia figlia quando si sveglia è “mamma”.

Words in progress

Presentazioni

- martedì 29 GIUGNO 2010, ore 19:30 – Aperitivo Letterario a Milano presso il FIAT OPEN LOUNGE, Via A. di Toqueville, 3.
Relatori: Sandrone Dazieri e Francesco Gungui.
Se usi Facebook vai alla pagina dell’evento.

- giovedì 1 LUGLIO 2010, ore 18:00 – Presentazione al MELBOOKS di Roma in Via Nazionale 254/255.
Relatrice: Licia Troisi.
Se usi Facebook vai alla pagina dell’evento.

Vi ricordo che il riassunto di tutto lo trovate sempre alla pagina EVENTI di “Molto sedotta e sempre abbandonata”.
Se avete dubbi o altro i commenti sono qui sotto.

Reflex

Tue, June 22, 2010

Some kind of energy

Ho qualcosa tra gola e pancia che mi fa sentire euforica e tranquilla allo stesso tempo.
C’è quel qualcosa qui che tira, spinge, gira, sale e poi riscende senza mai stare ferma.
Non c’è pace in questa sensazione. Non c’è calma. Ruba energie, lo sento, ma è come una droga di cui ora non potrei a fare a meno.
Mi sento instabile, irrequieta e tremo di tanto in tanto, eppure ogni cosa mi fa sorridere, mi fa stare bene.
E’ come se improvvisamente la realtà fosse più violenta sia nel bello che nel brutto.
Io non so che nome dare a questa euforia ma credo di non volerlo sapere.
Me la tengo così com’è e ci convivo. In fondo è proprio lei a farmi sentire viva in questo modo meravigliosamente devastante.

Somewhere in my brain

Fri, June 18, 2010

Old steps

- Ciao Rossella. Come stai?
- E tu chi saresti?
- Un ricordo.
- Ah.
- Delusa?
- Dipende. Alcuni ricordi si cancellano di proposito proprio per non ritrovarseli più trai piedi.
- E se fossi un bel ricordo?
- Ti avrei già riconosciuto, non trovi?
- Hai ragione. Ma non sono un brutto ricordo. Sono solo un ricordo sbiadito dagli anni.
- Sì, in effetti sembri un po’ pallido.
- Sei sempre simpaticissima, eh?
- Lo so. Ne sono cosciente.
- Non ti interessa sapere cosa sono passato a fare?
- Sì, ma ho un po’ di timore.
- Non preoccuparti, davvero. Non c’è dolore in questo ricordo.
- Sicuro?
- Sicurissimo.
E il ricordo mi tocca mettendomi una mano su una spalla. Subito dopo mi sorride scomparendo nel nulla.
Al suo posto resta la foto di un cortile con una pineta, quella che guardavo dalle scalette della mia scuola media mentre passavo le ore a chiacchierare con la mia migliore amica di quello che avremmo fatto delle nostre vite.
In un attimo è tornato l’odore dei pini marittimi, della resina, dell’erba. Sono tornate le voci del cortile pieno di alunni che correvano, che giocavano. Sono tornate le partite a “Schiaccia 7″ quando non arrivamo quasi mai a cinque e i lenti pomeriggi di pioggia che rendevano l’aula più grigia che mai.
Mi sono tornate in mente le missioni segrete che facevamo per intrufolarci nella mensa quando era chiusa, le prove delle recite e il libro di epica, col dorso più alto del palmo della mia mano.
Adoro questi viaggi nel tempo. Dovrei chiedere alla mia memoria di farmeli fare più spesso.

This time I ask you

Wed, June 16, 2010

What an amazing day

Io vorrei ringraziarvi.
Vorrei ringraziarvi per i post, i twit, le domande, i messaggi, i commenti, le mail e il numero impressionante di thread su facebook.
Vorrei ringraziarvi per il supporto e l’affetto.
Vorrei ringraziarvi perché siete stati splendidi.
Vorrei ringraziarvi, ma non so bene come fare.
Spero che questo sincero grazie riesca a farvi capire come mi sento.

Vi lascio una divertentissima intervista che mi ha fatto il sig. Imp. Posso chiamarti sig. Imp, vero?

More than words

Tue, June 15, 2010

Ti voglio vivere

Bene, ci siamo. Il conto alla rovescia è finito.
L’appuntamento con la fortuna di cui vi parlavo un anno fa si è concretizzato nelle 190 pagine che escono oggi in libreria.
Questo libro è nato il 30 giugno dello scorso anno, durante il mio ultimo giorno di lavoro in ufficio. La società per la quale lavoravo, per non assumermi a tempo indeterminato, mi propose di restare a casa un mese per poi tornare.
Proprio quel pomeriggio, mentre salutavo i colleghi, mi arrivò un’e-mail, una di quelle che si rileggono una decina di volte.
“Ciao Rossella, sono Sandrone Dazieri, ho letto quello che scrivi qui e…”
Chi? Cosa? Come? Perché? Quando?
Tante volte mi sono sentita dire “dovresti scrivere un libro” e che “sai usare le parole” ma quando lo ha fatto un vero scrittore ho pensato di dargli retta, di mettere su carta le idee che avevo e di fargliele leggere.
E così è stato. Un gradino dietro l’altro, come se scrivere un libro fosse una cosa naturale, una di quelle che si fanno tutti i giorni.
E’ buffo come una mail ti cambi la vita. Prima mi ha portato questo libro e poi un nuovo lavoro, perché tra i gradini ho trovato un’altra possibilità, quella di rivoluzionare la mia esistenza ancora una volta scegliendo di lavorare proprio con Sandrone.
Avere la possibilità di osservare e di imparare da chi scrive così bene da anni e anni mi è sembrata la scelta più saggia che io potessi fare.
Da tempo continuo a dire che questo blog porta fortuna. Io mi impegno a non tradire lo spirito con cui l’ho aperto quasi sei anni fa e lui continua a offrirmi tutto questo.
Ma ora basta con le chiacchiere. Il mio libro da questo momento è vostro.
Spero solo che vi piaccia.

Let's talk about

Mon, June 14, 2010

Grazia, un anno dopo

Vi segnalo la mia prima intervista riguardo al libro (mi sa che devo creare un’altra pagina sul sito di “Ti voglio vivere”).
Un grazie a Grazia!