Almost empty
Se non fosse per l’influenza potrei dire di stare benissimo.
Ho provato a scrivere quel post (quello qui sotto) per sei anni senza mai riuscirci.
L’ho scritto piangendo, l’ho riletto piangendo e ho pianto ad ogni domanda che mi è stata fatta a riguardo. Non credo avrebbe potuto essere altrimenti.
Cavolo quanto fa bene liberarsi dei propri fantasmi.
Scrivere presi dalla rabbia, dalla tristezza e dalla felicità è qualcosa di catartico e di profondamente onesto perché non ti neghi nulla ed ignori completamente tutti i “non si fa”, “non sta bene” e “ma come ti permetti di mostrarti così”?
Ho sempre pensato da che ho questo blog che l’unico modo per esorcizzare sia quello di non stare a sentire i vari greggi di pecore che incontriamo nella nostra vita. Ora la conferma è così evidente che quasi mi dispiace non averlo fatto prima.
Ma che importa? L’importante è averlo fatto, a modo mio, fregandomene di quello che possono mai pensare gli altri.
E credetemi quando vi dico che è una sensazione davvero fantastica.
Ora, per favore, qualcuno mi passa due aspirine?

Hai fatto benissimo a farlo, Ross… per quanto doloroso… ed il risultato infatti è la sensazione fantastica che stai provando.
Per le aspirine… in arrivo via Twitter, così come il caffè… ;)
Quoto la prima parte del commento di Giovy….riguardo alle aspirine però…ecco…se fossi in te le sostituirei con un goccio di grappa ;)
Giovy: ti ringrazio. Aspetto, eh?
Val: ma tu curi tutto con la grappa?
Se vuoi ti passo un paio di aspirine di quelle americane…molto più efficaci ;D
Lady: grazie. Sono una fan delle aspirine americane. In viaggio di nozze mi son portata via la confezione da 500. ;)
Si, tutto, è la mia medicina universale…a volte ne faccio uso assieme al mio dottore, anche lui ne riconosce la validità :D
Val: e io in casa nemmeno ce l’ho più la grappa.
:*
[basta come commento?]
Mioddio…prima o poi devo venire davvero a trovarti…la situazione mi pare assai gravissima :D
marito: no, ora vieni qui e mi coccoli. :P
Io il coraggio di far domande non l’ho avuto, ho letto più volte perchè era davvero una ” storia ” angosciante e ho apprezzato il tuo coraggio di affrontarla ( a modo tuo, che è l’unico che funziona: in questi casi mi chiedo come si possa giudicare la modalità di accettazione del dolore!)
un abbraccio
mariposa: io l’ho riletto non so quante volte. E’ un po’ come essere obbligati a farci i conti.
a volte.. l’unico modo per liberarci di qualcosa che ci opprime.. è parlarne… anche se ci vuole coraggio.. e a quanto pare tu ne hai…
Guarisci però!!!!!^^
Non ti faccio domande perché non credo ce ne sia bisogno. Per i dettagli, poi, vedrai te in futuro se darmeli o no… a me basta sapere che ora ti senti infinitamente meglio. :)
Per quel che riguarda l’aspirina, il rimedio migliore è quello di Val! Garantito! Se poi ci mangi dietro anche una vaschetta di gelato, sei apposto…
Dany: domani credo di tornare a lavoro. Oggi va molto meglio. Grazie. ;)
Lyppa: ti sei convertita anche tu alla filosofia della grappa?
beh, l’importante è che ora che hai rovesciato fuori quello che avevi dentro da un bel po’ stai meglio. Leggendo il tuo post di ieri, sono riuscita anch’io a guardare in faccia i miei fantasmi e, in qualche modo, a buttarli fuori. Grazie.
Sapo: grazie a te. Nel senso che è bello sapere di poter essere utili.
Un abbraccio.
Certo! In realtà sono passata da quella del vin brulé a quella del grappino… e ti assicuro che all’epoca il vin brulé era una mano santa, nelle fredde nottate su a Casciano! L’influenza è rimasta ben lontana da me! (figuriamoci con la grappa…)
Guarisci presto…
Lyppa: Casciano…quanto tempo.
Cadavre: lo spero proprio.
Guarda, se proprio proprio non trovi nè grappa nè aspirina io metto a disposizione una coppa dell’amicizia (da molti, me compresa, chiamata grolla), metto pure il grappino, con il caffè però…il tutto molto caldo (modi vin brulé).
Magari funziona!
Lady: grolla! Sì sì, grolla!