Di Roma tutti conoscono il Pincio, ma quasi nessuno conosce il Pincetto e forse è meglio così.
Il Pincetto è la parta alta del Verano, il cimitero monumentale. Non ci andavo dalla morte di mia nonna. Non ho mai smesso di pensare a mia nonna da che se n’è andata ma non ho mai trovato il coraggio di tornare sulla sua tomba da sola.
Il Verano è un luogo molto bello pieno di viali, di piccole chiese, di colline e di verde. Lì dove è sepolta mia nonna gli alberi sono così alti e imponenti da creare delle grandi volte sulle tombe antiche. Non è un cimitero tetro o lugubre e la mia mancanza di coraggio non è mai stata legata alla paura di girare tra le tombe senza nessuno accanto. Non ci sono voluta andare da sola perché sapevo che una volta davanti alla pesante lastra di marmo scuro mi sarei seduta ai piedi del cipresso e avrei pianto per ore senza rialzarmi, ma allo stesso modo non avrei voluto portarci qualcuno che non avrebbe capito le mie lacrime. Ma sono fortunata: nella mia vita c’è qualcuno che conosce tutte le mie lacrime e che riesce a immaginare e a prendersi cura anche di quelle che verrano. Così, un gradino dietro l’altro, sono riandata al Pincetto con i ciclamini che le piacevano tanto e mi sono accovacciata per spostare le foglie dalle grandi lettere di metallo che portano con loro tutta la storia di più generazioni. Mi sono fatta abbracciare da mio marito mentre piangevo e l’ho presentato a mia nonna dicendole che le sarebbe piaciuto visto che sono cocciuti allo stesso modo. Le ho detto che avrebbe adorato mia figlia e che l’avrebbe amata più di quanto abbia amato me. In quel momento un gatto è sbucato da dietro un’altra tomba e si è messo sulle mie ginocchia. L’ho fatto scendere ma lui è risalito e così ha fatto fino a quando non mi sono rimessa in piedi. Mi ha guardato male e non potendo più salire su di me ha pensato bene di mettersi sulla mia borsa che avevo appoggiato vicino al vaso di ciclamini scarlatti. Prima di andarmene ho pensato che pure quel gatto fosse cocciuto e che forse non sarebbe potuto essere altrimenti.