‘ Wedding ’

Everything is two

Tra colpi di tosse, bustine di miele e aspirine festeggio due cose:
- la firma di una collaborazione che mi permette di dire che sono una donna con il doppio lavoro;
- il secondo mesiversario di matrimonio.
Sì, lo so. Non è che si festeggi proprio tutti i mesi, ma almeno fino al primo anniversario siate pazienti. Come faccio a non essere entusiasta della mia famiglia? Non siamo bellissimi (il fatto che mi faccia un complimento da sola è dovuta all’overdose di sciroppo per la tosse. E’ l’altra me che parla, non datele retta)?

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Perfect days

Non avrei mai immaginato di restare ferma, praticamente immobile, sullo stesso pensiero finché non è arrivato il giorno perfetto.
Il giorno perfetto è qualcosa che non pensavo esistesse, è qualcosa che associavo alle favole o a quei sogni che si fanno ogni tanto ad occhi aperti.
E invece il giorno perfetto esiste eccome e quando arriva ti spiazza e ti si cuce addosso come un abito impeccabile e rimane con te per quella che ti sembra un’eternità.
In questo ultimo mese ho vissuto uno, anzi due, anzi un susseguirsi di giorni perfetti e non posso fare a meno di ringraziare le persone che amo, quelle che a modo loro hanno reso possibile e reale e tangibile questa perfezione fatta appositamente per me.

Addendum: ho caricato le ultime foto del matrimonio su flickr. Una quarantina di foto in totale per descrivere qualcosa che continua a sembrarmi incredibile.

From Rome to NY, with love

Mentre aspetto di vedere mia figlia in webcam in diretta dall’asilo del nonno passo il tempo tra una colazione abbondante in mezzo a Manhattan e un po’ di foto del matrimonio.
Non ringrazierò mai a sufficienza Giovy e Palmasco che per un giorno sono stati amici, invitati e fotografi allo stesso tempo.

My wedding day

Il giorno del mio matrimonio mi sono svegliata leggera, felice e riposata. L’emozione c’era ma era sopraffatta dall’euforia.
Il giorno del mio matrimonio mi sono spostata in un’altra stanza di uno splendido albergo in modo che io e lui ci potessimo preparare senza incrociarci fino al momento giusto.
Il giorno del mio matrimonio un amico mi ha visto cambiare completamente nel momento in cui mi sono guardata allo specchio nel mio vestito da sposa: ero pronta, a quanto pare ci siamo proprio.
Mi sono commossa quando ho incontrato mio padre, quando siamo rimasti soli nel piccolo battello che ci ha portato al cancello del comune che si apre proprio sul lago.
Mi sono commossa quando lungo il giardino, che ci faceva da navata, ho dato la mano all’uomo che stavo per sposare e che mi diceva che gli stavo togliendo il fiato.
Mi sono commossa quando, con in braccio mia figlia, ho sentito il suo sì e ho detto il mio nel bel mezzo della sala comunale. Dietro di noi c’erano tutte le persone che fanno parte della nostra vita.
Nel giorno in cui mi sono sposata c’è stato un sole fantastico, un sole che illuminava tutto e tutti e che dava all’acqua una luce stupenda.
Nel giorno in cui mi sono sposata non ho sentito freddo, nemmeno per un secondo; al contrario, mi sentivo come se avessi la febbre, ma senza tutti quei fastidi che la febbre porta con se.
Nel giorno del mio matrimonio tutto è stato perfetto: la barca, il giardino, il comune, il palazzo del ricevimento e Orta tutta. Non c’è stata una sfumatura fuori posto.
Ho amato mio marito talmente tanto da tremare al suo fianco ogni volta che lo guardavo negli occhi.
Ho amato i miei amici, quelli di sempre e quelli che ho incontrato da poco, per essere venuti fin lì per noi.
Ho amato la mia famiglia, quella di nascita e quella acquisita, perché hanno messo tutto da parte per la nostra felicità.
Mi sono innamorata delle nostre fedi di oro bianco.
Mi sono innamorata delle rose violentemente scarlatte del mio bouquet.
Mi sono innamorata del mio vestito da sposa, che ho riguardato a lungo dopo il matrimonio. Nessun vestito mi piacerà così tanto come quello, già lo so.
Ho provato una felicità incontenibile che non potrò mai descrivere, mai.
Quella felicità sarà il ricordo più caro del giorno in cui sono diventata sua moglie e spero di riuscirlo a conservare vivido e forte e bellissimo come sto facendo in questo momento.

Just a little piece of my wedding

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I marry him

Domani mi sposo.
Pronunciare queste tre parole è sconvolgente, l’avreste mai detto?
Il mio cuore e il mio stomaco hanno iniziato a scambiarsi di posto da che mi sono svegliata, la testa è improvvisamente diventata leggera e le mani quasi tremano, non vi so dire perché.
Ma ci sono tre parole che messe nel giusto ordine mi emozionano ancora di più: domani lo sposo.
Domani urlerò al mondo che ho scelto lui come marito, come mio amante, come mio complice, come mio punto di riferimento.
Domani festeggerò poiché ho vinto la più grande delle scommesse che io abbia mai fatto e allo stesso tempo ne affronterò un’altra, quella del per sempre.
Domani condividerò con le persone che amo il mondo che lui mi ha fatto conoscere, un mondo in cui non sono mai sola, mai, in cui sono amata e posso amare senza alcun tipo di limite, di paura e di esitazione.
Domani sarà un gran giorno e tutto il resto proprio non conta.

- Allora, facciamo mente locale.
- Eccomi!
- Ma no Coscienza, non dicevo a te.
- E con chi la vorresti fare mente locale? Con quei due cretini dei tuoi neuroni?
- No, tu porti sfiga. Vattene.
- Ma non è vero! Dai, su. Sprizzo ottimismo da ogni poro.
- E va bene.
- Dunque, il vestito da sposa ce l’hai?
- Sì.
- Le scarpe?
- Sì.
- E le fedi?
- Sì?
- E il futuro marito?
- Credo di sì.
- Come credi?
- Son due ore che è chiuso in bagno. Dici che mi devo preoccupare?
- Naaa. Un ombrello bianco l’hai preso?
- E l’ottimismo che fine ha fatto? Guarda che mando al diavolo sia te che l’ombrello.
- Ok, ok. I parenti?
- Tutti sistemati.
- Gli amici?
- Pure.
- Beh, sei a posto. Avrai anche qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di blu e qualcosa di prestato, no?
- …
- No?
- …
- Ehm, dunque…ecco, si potrebbe…
- Vedi che porti sfiga? Sparisci!

Addendum: ho messo una foto sul flickr, ho cambiato il sottotitolo, modificato l’archivio e abbandonato l’aggiornamento del blogroll (ho lasciato solo pochi amici. Devo ancora dare un senso a tutti quei link che stavano lì).

Father of the bride

Premessa: in questo particolare periodo della mia vita la figura paterna di cui disponevo è stata sostituita da un personaggio meglio noto come Padre della Sposa che per gli amici chiameremo PdS.

PdS: Senti, voi in lista di nozze c’avete messo du’ cose. E se qualcuno vi volesse regalare un oggetto che vi rimane che deve da fa’?
N: Papà, a parte che quelle due cose non è che non rimangano, è che a noi servono solo quelle. Che ci possiamo fare? Se non altro c’è sempre l’altra opzione.
PdS: Sì, ma i soldi per il viaggio di nozze non sono cose che rimangono!
N: Ma come no? Fidati. Rimangono eccome. Vuoi mettere il ricordo dell’albergo a San Francisco offerto gentilmente da zia Maria Adelaide?
PdS: Non hai una zia che si chiama Maria Adelaide.
N: Era tanto per dire.
PdS: Ma se qualcuno volesse regalarvi un oggetto da conservare?
N: Ok, cos’è che ci vorresti regalare? Sentiamo.
PdS: No, non sono io, sia chiaro.
N: Allora è un parente. Dai, che ci vuole regalare?
PdS: Un vassoio d’argento.
N: AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!
PdS: Però magari lo cambiava con un vaso di cristallo.
N: AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!
PdS: Sei impossibile. Ma sei sicura che non vi serva proprio niente?
N: Sempre nella categoria “oggetto che rimane”?
PdS: Eh!
N: Mmm…
PdS: …
N: Una mazzetta da cinque chili?
PdS: …
N: Non va bene?
PdS: Io ci rinuncio.

Wedding tips, again

Ora, mancano poche decine di giorni. Tutto è pronto per questo fatidico sì, tutto è stato scelto e, litigate che farebbero rabbrividire anche i protagonisti de La Guerra dei Roses a parte, tutto fila liscio.
Ma…ecco arrivare il nemico all’orizzonte:
- padre chiama futura sposa e le dice “ma io vengo con te, vero? Sono io che ti porto all’altare o quello che è, vero?” e lei gli risponde “ma certo papà, vuoi forse che mi ci porti il gatto?” e lui “e allora perché non me l’hai chiesto?” e lei “non pensavo di dovertelo chiedere, mi sembrava una cosa parecchio scontata” e lui “beh, in effetti”.
- madre chiama futura sposa e le dice “non mettermi al tavolo né con Tizio né con Caio né con Sempronio e non t’azzardare nemmeno a mettermi con Quell’altro lì” e futura sposa prova a capire come fare visto che non ci saranno mica duecento tavoli a disposizione ma sette e soltanto sette e quindi mettetevi l’anima in pace.
- futura sposa che si ricorda all’improvviso di avere l’abito ma non le scarpe. Merda!
- futuro sposo che si ricorda all’improvviso di avere l’abito ma non le scarpe. Merda!
- futuri sposi che iniziano a pensare che tanto lo zio lontano non verrà. Depenniamolo, che i posti sono finiti!
Insomma, due futuri sposi come tanti che con la testa sono già in viaggio di nozze.

Have I ever told you

Ve l’ho detto che il mio vestito è bello?
Quello da sposa intendo.
Ve lo giuro, è bellissimo. Guardarlo è una di quelle cose che mi fa sospirare come un ragazzina.
E ve l’ho detto che abbiamo ordinato le fedi proprio come piacciono a noi?
Le fedi, capite? Che solo ad infilare quelle di prova all’anulare della mano sinistra sentivo i brividi arrampicarsi sulla schiena finchè non si sono fermati in gola dove hanno formato un gomitolo.
E ho mai accennato al fatto che la frase “annunciano il loro matrimonio” letta sotto i nostri nomi è qualcosa di tremendamente eccitante?
Non vi ho mai detto niente di tutto questo?
Ma che sbadata che sono!
Già che ci siamo, tanto per fare un controllo: ve l’ho mai detto che sono felice?