‘ Words in progress ’

Sounds familiar

Ho scoperto che scrivere un libro è un po’ come avere un bambino.
No, qui cose come il parto e il concepimento non c’entrano nulla.
E’ che quando diventi madre e ti chiedono “come va?” si riferiscono a tuo figlio e non a te.
Allo stesso modo quando si viene a sapere in giro che hai scritto un libro e ti chiedono “come va?” si riferiscono alle sue pagine e non a te.
Fortuna che ho quasi quattro anni di allenamento da mamma alle spalle.
E comunque io sto bene, grazie.

Odds

L’altro giorno ho avuto uno scambio di mail con un’altra persona che sta scrivendo un romanzo.
Ad un certo punto mi ha detto di essere innamorata dei suoi personaggi e di sentirsi dispiaciuta del fatto che una volta finito il libro non li vedrà più crescere. L’ho trovata una cosa bellissima.
E’ stupendo dare vita a un personaggio, vederlo muoversi nel suo mondo ed ascoltarlo mentre ragiona, sperimenta e prova ad andare avanti.
Prima di impegnarmi in questo libro pensavo che fosse lo scrittore a muovere i protagonisti e le comparse come delle marionette, ma non è affatto così.
Un personaggio diventa una persona vera e propria. Si impunta, piange, ride e non riesce ad andare contro il suo vero io nemmeno se lo preghi in ginocchio.
I miei personaggi si sono ribellati quando ho provato a spingerli dove non sarebbero mai voluti andare e ho imparato a volergli bene per questo, lo ammetto.
Ma al contrario della persona con cui ho conversato io non vedo l’ora di liberarmene. E’ come se avessero svolto il loro compito e non avessero più niente da dire e da fare. Sto aspettando con una certa impazienza il momento in cui potrò cacciarli fuori dalla mia vita e dimenticarmi di loro.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei scritto queste righe. L’idea che mi potesse succedere una cosa del genere non mi aveva mai nemmeno sfiorato la mente. Non c’è niente da fare. Le sorprese non finiscono davvero mai.

Teaser

Visto che sta uscendo un po’ ovunque, eccolo qui: vi presento l’opera (come la chiamano loro).

Euphoric

Pensavo seriamente che non avrei saputo gestire la giornata di ieri e che a sera mi sarei ritrovata travolta dall’ansia. Per mia fortuna non è stato così.
Ora quando apro il file del mio libro non mi sento più prendere dall’agitazione. Al contrario mi sento contenta e fortunata.
Mi sento come drogata d’euforia, cosa che ogni tanto non guasta, diciamocelo.

New look

Ho cambiato le tendine, si vede?
Ci voleva un tocco di colore qui dentro. E poi come non mettere in bella vista una tazza di caffè?
Devo ancora finire di sistemare, lo ammetto. L’impaginazione dei commenti mi lascia piuttosto perplessa (insieme ad un altro centinaio di cose che non sto ad elencarvi).
Ma abbiate pazienza solo qualche giorno.
Approfitto di questo piccolo rito di passaggio per dirvi che io il libro l’ho finito e che l’ho mandato.
Ora… boh, ora mi aspetto il delirio più totale.
Quando uscirà? Bella domanda!
Sono sempre l’ultima a sapere le cose. Ma appena mi avviseranno vi aggiornerò, promesso.