‘ Work or whatever ’

La bellezza è un malinteso

Oggi esce “La bellezza è un malinteso”, il nuovo romanzo di Sandrone Dazieri.
Vi starete chiedendo perché io ne stia parlando. Qui mica si recensiscono libri.
E’ che ho avuto il piacere, se non l’onore, di vedere questo libro prendere forma pagina dopo pagina, mentre l’autore tentava di plasmarlo.
Ho visto il Gorilla muoversi tra le righe, fermarsi, cercare risposte e prendere decisioni. Seguirlo in questa avventura mi ha permesso di imparare davvero molto. Avrei potuto scrivere altri dieci anni senza mai nemmeno immaginare tutto quello che c’è dietro un libro come questo.
Non avrete anticipazioni di nessun tipo da me. Non chiedetemi nulla.
Se la cosa vi incuriosisce prendetelo e leggetelo. Seguite il Gorilla e il suo Socio e infilatevi nella loro testa.
Per me oltre ad essere un bel libro resta il primo “dietro le quinte” e non posso fare di meno di pensare di essere stata davvero fortunata.

Sounds real

Certo che firmare un contratto in cui tu vieni chiamato “autore” e le tue pagine vengono identificate come “l’opera” è bello e allo stesso tempo strano. Tanto strano. Troppo.
Dov’è la fregatura?

Discipline

Da oggi mi impongo qualche regola in più per essere più organizzata, più concentrata e più presente. Ho una consegna veramente importante per la fine di quest’anno e ho intenzione di vivere i giorni che mi separano dal 31 di dicembre abbassando drasticamente il livello di caos in cui in genere sono immersa fino al collo.
E disciplina sia. Una volta ogni tanto non può che farmi bene.

In the meanwhile

Per la serie “non ci credo nemmeno io”:  sto per consegnare la mia prima bozza di una Bibbia.

Maracas

Da quando lavoro con Sandrone mi sento come se mi avessero messo dentro un’enorme maraca e non la smettessero di scuotermi. Mi affaccio di continuo su mondi che fino a qualche tempo fa avevo solo immaginato e mi ritrovo davanti ad un caos che non sarei mai stata in grado di concepire. Sono felicemente frastornata, ecco.
Per farvi capire meglio, se potessi riscrivere la definizione di “frastornata” ci metterei: part. pass. di sorprendersi ogni giorno sempre di più senza riuscire a capacitarsene.
Nel mentre mi ritrovo a canticchiare cose mostruose come “They call me Cuban Pete, I’m the king of the rumba beat” immaginando Jim Carrey in “The Mask”, ma è tutta colpa delle maracas.

There was a girl, a very strange enchanted girl

C’era una volta una ragazza che si ritrovò ad una riunione nella quale si parlava della sceneggiatura di una serie tv che ancora deve essere scritta.
La ragazza ascoltò ogni parola pensando di poter imparare molto. Per tutto il tempo un “wow” le rimbalzò tra i neuroni, ma dissimulò il suo stupore molto bene.
Qualcuno sostiene che quella ragazza fossi io ma fino ad ora non se ne hanno le prove.

Girls just wanna have fun

Da poco ho scoperto il piacere di poter incastrare cose diverse all’interno della stessa giornata. Se prima era o lavoro o ozio o divertimento ora è tutto insieme. Lavoro qualche ora e poi vado a prendere mia figlia e gioco con lei o vedo un’amica a pranzo e torno a lavorare o faccio un giro quando e come mi va spostando le cose da fare sull’agenda.
Mi piacciono i miei nuovi ritmi ma un po’ mi fanno paura. Sto vivendo in un modo sicuramente più incerto di prima e se mai un giorno quest’avventura lavorativa dovesse finire non so se troverei di nuovo la pazienza di tornare in un ufficio.
Ma per ora mi diverto. Lavoro e mi diverto allo stesso tempo e non posso fare a meno di sperare che continui così.

Avviso: ieri ho sbagliato qualcosa nell’aggiornare il software del mio cellulare. Pensavo di aver salvato tutto e invece niente. Alla fine ho perso rubrica, agenda e quant’altro. Quelli tra di voi che ero solita sentire per telefono sarebbero così gentili da rimandarmi il loro numero? Grazie.

Addendum: vi segnalo che di là sto scrivendo un racconto a puntate. Non vi aspettate una puntata al giorno, eh? Quando capita capita.

Summer version, part 8

Cose che migliorano la vita: la mia sveglia non suona più alle 6:15 del mattino.
Mi chiedo solo come abbia fatto negli anni passati a considerarlo normale.

My brand new job

Tempo fa dicevo che avere capi-padroni che pensano di poterti trattare come vogliono non fa per me.
Tempo fa speravo di trovare un lavoro meno impostato nello schema “12 ore in ufficio a far sempre le stesse cose”.
Volevo qualcosa che mi permettesse di respirare, di stare di più con mia figlia, di organizzarmi la vita anche in base alle mie esigenze.
Bene, l’ho trovato.
Oggi inizio il mio primo giorno di lavoro da libera professionista.
Posso scegliere quali collaborazioni accettare, posso scegliere per chi lavorare, cosa scartare e cosa no. Posso persino scegliermi che capo avere e fidatevi che poter scegliere è una gran cosa.
Attualmente mi pagano per scrivere (anche se questa cosa si verifica ormai da mesi e mesi nonostante il mio continuo stupore) e mi pagano per organizzare l’esistenza di una persona che trovo straordinaria (sì, capo, visto che tanto passerai a leggere sappi che trattasi di sviolinata esagerata).
Quindi riassumendo sono un’assistente/collaboratrice/colei che scrive un po’ di robe (scrittrice mi pare esagerato).
Il mio ufficio? Dipende. Un giorno a casa, uno dal capo, uno a Milano, uno a Roma e la volta dopo chissà.
Sto iniziando un’avventura che spero possa evolvere. Sto iniziando qualcosa che mi fa sentire euforica e piena di iniziative.
E la sapete la cosa più buffa? In parte il merito va a questo blog, a tutto quello che questo posto riesce a smuovere e a tutte le persone che si interessano alle parole che scrivo.
Lo trovo semplicemente fantastico.

Health care

Dicono che scegliere faccia bene alla salute.
In effetti mi sento una meraviglia, sonno a parte. Ma il sonno è un fattore intrinseco quindi possiamo escluderlo.
E poi, sì, c’è un po’ di mal di ovaie ma sono pur sempre una donna.
Mmm, credo di aver perso il punto della situazione.
Dicevamo?
Ah, già! Scegliere fa bene alla salute.
Anche pensare che dal primo di settembre farò un lavoro a mio avviso fichissimo (raffinatissima scelta di aggettivi stamattina, eh?) fa bene alla salute, ne sono convinta.
Ora non mi resta che chiamare il mio ex ufficio e dire loro che no, col cavolo che torno in quel posto il 27 luglio.
Qualcosa mi dice che anche questo farà molto bene alla mia salute.
Scommettiamo?