Il blog di Rossella Rasulo

Reflecting

Fri, November 27, 2009

Don’t ask me why

C’è una cosa che mi turba un po’ vista l’avventura che sto intraprendendo di recente.
A me non piace parlare di libri, ecco.
Lo dicevo l’altro giorno ad uno scrittore. L’ho ripetuto stamattina ad un altro.
Non capisco perché si debba analizzare ogni singola riga. Alla fine si tratta di sensazioni. Quando leggo provo un’emozione, come tutti, che non cambierà nonostante tutte le analisi del mondo. Che sia ridere o commuoversi o annoiarsi a tal punto da farmi venire voglia di gettare il libro dalla finestra non fa alcuna differenza. Le parole che verrano dopo non cambieranno quello che sto provando in quel momento, così come non cambieranno le emozioni provate dallo scrittore mentre sta dando vita alla sua storia.
Ma come si può riassumere qualcosa di così personale con un giudizio che sarà sicuramente soggettivo?
Quello che per me è stato bello lo sarà anche per te?
Quello che ho trovato brutto e noioso farà lo stesso effetto anche a te?
E se quelle righe che mi hanno emozionato al punto di farmi piangere a te non dicessero assolutamente nulla e viceversa?
Un libro cerca appigli tra le mie esperienze per entrare in contatto con me. Cerca interruttori per farmi distrarre, ridere, riflette. A volte tutto questo avviene. Altre non succede un bel niente. Ma c’è una cosa che resta sempre: la sensazione che mi porta a pensare che tanto non riuscirò mai a spiegarti i miei perché.

  1. A G.L. piace questo post. Dito Fonzie per Ninna!

    Comment by G.L. — Fri, November 27, 2009 @ 10:49
  2. G.L: oh, yeah!

    Comment by ninna — Fri, November 27, 2009 @ 10:50
  3. personalmente quando scrivo mi faccio un po’ trasportare dalle emozioni, senza preoccuparmi della forma o delle mille pippe di ogni singola frase… ho sempre pensato che deve essere il lettore ad analizzare e capire cio’ che sentivo mentre scrivevo una data parola in una certa frase. o almeno, è quello che ho sempre fatto anche da lettrice!

    Comment by viola — Fri, November 27, 2009 @ 11:04
  4. ah mi sono scordata…
    comunque sia, un libro è qualcosa di altamente personale, e quindi soggettivo. è normale che quello che piace a me puo’ non piacere a te… sarà difficile trovare una persona che abbia riso o pianto come te nello stesso punto del libro… ma succederà!
    come lettrice mi limito a concentrarmi sulle emozioni, mettendo da parte i perchè :)

    Comment by viola — Fri, November 27, 2009 @ 11:07
  5. Ecco. Questa cosa della soggettività non è universalmente riconosciuta, anzi. C’è una tendenza a oggettivizzare le proprie sensazioni ed opinioni personali. Voglio direi, la critica suppongo abbia i suoi criteri oggettivi per stabilire se un libro valga o meno, ma c’è gente che prende invece il metro dei propri gusti e lo applica come fosse un criterio estetico universale.
    Che ne so, non mi puoi venire a dire “il tuo libro fa schifo perché il personaggio tot è lamentoso”. Se l’ho fatto lamentoso ci sarà un perché, è presumibilmente voluto. Una cosa diversa sarebbe se mi venissi a dire “il personaggio tot non funge perché è incoerente/mal costruito/sfocato/poco approfondito”.
    Ops, sono partita per la tangente :P

    Comment by licia — Fri, November 27, 2009 @ 11:12
  6. Come dice Eco ogni testo/libro è una macchina pigra che per lavorare ha bisogno di una cooperazione del lettore.

    Non esiste una copia al mondo di nessuno di noi, figurati se per un libro proviamo tutti la stessa cosa…..a men che non ce la imponiamo…

    Comment by Jahanzaib — Fri, November 27, 2009 @ 11:23
  7. Se non ti piace parlare di libri nessuno ti può constringere.
    Purtroppo in molti campi esprimere la propria opinione è l’inizio di uno scontro….specialmente nell’ambito dei libri, ma non solo!!!
    Un saluto e buona giornata.

    Comment by LeCadavreExquis — Fri, November 27, 2009 @ 11:37
  8. Beh, ti ripeto quello che ti dissi già molto tempo fa: mi piace come scrivi.
    Non c’è altro da dire ;)

    Licia: “Voglio direi, la critica suppongo abbia i suoi criteri oggettivi per stabilire se un libro valga o meno”.
    Mah, in fin dei conti a noi lettori dei criteri oggettivi delal critica non ce ne può fregar di meno :D

    Comment by Valberici — Fri, November 27, 2009 @ 12:16
  9. come sapete benissimo quasi tutti voi che avete scritto prima di me, visto che mi conoscete, sono d’accordo a metà con mia moglie: io mi riservo tutto il diritto di dire che il tal libro m’è piaciuto e il tal altro no, e perché; di più: amo parlare dei libri che leggo.
    non per oggettivare il mio sentire, quanto per condividere e confrontare esperienze [la lettura] che io trovo importanti nella mia vita.
    rossella non ama parlarne ed è, per me è ovvio, che sia liberissima di non farlo.
    saludos

    Comment by grRRiiz — Fri, November 27, 2009 @ 12:45
  10. è quello che ho sempre pensato anche io nel mio piccolo: perchè filosofeggiare su tutto… ricercare anche nei libri criteri oggettivi? La scrittura non è oggettiva, non ci sono regole da insegnare o imparare, è tutto flusso soggettivo, dello scrittore e dei lettori, c’è chi rimarrà incantato, chi no… è questione di feeling, come nei rapporti umani… li si può giudicare secondo norme assolute?

    Comment by Amateia — Fri, November 27, 2009 @ 13:11
  11. viola: anche nel mio caso le emozioni vincono. Sia quando scrivo che quando leggo. Le analisi mi stufano alla svelta (tranne quando si tratta di cose come rendere plausibile un personaggio o una storia. Li l’analisi va fatta. Non ci sono scuse).

    Licia: i tuoi libri fanno schifo perché i caratteri sono troppo grossi! Va bene così? :P

    Jahanzaib: appunto, quando mi si chiede perché ho paura di non venirne mai a capo.

    Cadavre: a volte non è scontro ma semplice delusione. Ti faccio un esempio sciocco. Leggo un libro, mi fa schifo. Amen. Lo legge un’altra persona che stimo tanto. Lo adora. Amen. Però qualcosa non ti torna, ecco. Un po’ speri sempre che la pensino come te, almeno alcuni.

    Val: ti ringrazio. E io sono sempre lusingata dalla cosa. Sempre.

    Marito: tu la devi smettere di raccontarmi un libro mentre sto leggendo, solo questo. DOPO li puoi analizzare quanto vuoi.

    Comment by ninna — Fri, November 27, 2009 @ 13:16
  12. Amateia: no, secondo me no.
    Le norme valgono per cose come la grammatica, la plausibilità e la coerenza della storia o di un personaggio. Per tutto il resto non esistono regole che tengano.

    Comment by ninna — Fri, November 27, 2009 @ 13:18
  13. c’è comunque una cosa (e chiamala cosa, poi..!) che accomuna tutti (sia lettori che scrittore).. le emozioni. Non nel solito punto, non nella solita riga o pagina che sia, ma sono chiuse lì dentro.

    Comment by Ally — Fri, November 27, 2009 @ 14:33
  14. Occupandomi di libri per studio e, spero presto, per professione non posso che condividere a pieno la tua sensazione. Per quanto io infatti abbia imparato ad analizzare un testo, a trovare le connessioni, a stabilire antecedenti o a leggerne in filigrana la struttura, la cosa fondamentale, come lettrice per me resta la sensazione. E condivido questa cosa con persone ben più esperte di me! Un giorno ho incontrato uno storico della letteratura che mi ha chiesto un parere su un’opera che sapeva avevo letto. Io sono parita con una strana disquisizione, credendo fosse quello che voleva sentirsi dire, invece alla fin della suonata mi ha domandato: “Ma ti è piaciuto?” e io “Si”, “Va bene, era quello che volevo sapere”. Il libro trasmette, poi se mai ci si costruisce su, ma per prima cosa…trasmette!

    Comment by Minerva84 — Fri, November 27, 2009 @ 14:53
  15. Sono assolutamente d’accordo con questo tuo pensiero! Stop!
    Ciao Cristy

    Comment by Cristy — Fri, November 27, 2009 @ 16:12
  16. A me piace parlare di libri perchè sopratutto se mi sono piaciuti però,sono d’accordo con te,quando dici che le sensazione che si provano DURANTE la lettura di tutto il testo,o di una singola pagina,quelle sono personali e non si possono argomentare.Buon fine settimana.

    Comment by La Ele — Fri, November 27, 2009 @ 17:13
  17. ally: vero, verissimo.

    Minerva: alla fine quella è l’unica domanda a cui mi sento di rispondere.

    Cristy: ;)

    Ele: a me viene meglio parlare di quelli che non mi sono piaciuti. Quando mi piacciono tanto al massimo lo dico direttamente all’autore (cosa che quasi mai si riesce a fare purtroppo). Buon fine settimana anche a te. ;)

    Comment by ninna — Fri, November 27, 2009 @ 18:06

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