Stasera parto per Roma perché devo essere presente ad una svolta importante nella vita di un amico.
Un attimo che riformulo: voglio essere presente non devo.
Non mi obbliga nessuno.
Sono io che non vedo l’ora di esserci.
Sono io che mi sono ripromessa di essere in qualche modo presente nonostante la lontananza.
Anzi, un devo in realtà c’è.
Devo dare di più a chi amo. Devo andare oltre quello che già faccio e ascoltare di più e capire di più e imparare a leggere tra le righe se è necessario.
Devo perché voglio. Non so se la cosa abbia un senso, ma in questo momento a me pare di sì (poi magari domani mattina mi sembrerà un ragionamento senza alcuna logica).
Insomma, lo voglio tanto.
Sarà praticamente un unico viaggio ininterrotto di ventiquattro ore, ma io devo esserci.
Voglio esserci perché non riuscirei a perdonarmi se, per non aver ascoltato abbastanza, dovessi perdermi quel particolare momento in cui chi amo mi vuole al suo fianco.

Nota per me (scusate, è pur sempre un diario): sette giorni di disintossicazione e una caduta. Se po’ fa. Ma si può fare di meglio. Sempre di meglio e leggere gli amici che stai per vedere.