Arrivata in ufficio ho trovato una pila di carta impressionante sulla mia scrivania.
Inizio a pensare che qui lavorino più di notte che di giorno visto che in genere la mia postazione è praticamente vuota quando me ne vado.
Comunque, ho bellamente ignorato la pila di carta per occuparmi delle importantissime voglie del mio capo (ché si sa, il caffè viene prima di un qualsiasi documento, giusto? Giusto!).
Una volta tornata al mio posto ho provato ad immaginare l’andamento della giornata.
Mi è sembrato decisamente pessimo. Anzi, pessimo è poco. Diciamo schifoso.
Ma ecco che è squillato il telefono e che…

- Buongiorno, sono Rossella, mi dica.
- Buongiorno a lei. Sono Tizia della società “Midica”.
- Come scusi (magari ho capito male)?
- Sono Ti-zia della so-cie-tà Mi-di-ca.
- Sì, mi dica.
- …
- Ehm, volevo dire, posso esserle utile?

E’ che basta poco. Che ce vo’?