Ho incominciato a tenermi lontano dalle mamme al corso pre-parto quando l’ostetrica disse che aveva allattato suo figlio per quattro anni riscuotendo successo tra le astanti. Fermo restando che ognuna ha il diritto di allattare come e quanto vuole io alla lezione dopo non andai. Chissà perché.
Ora che sono passati più di tre anni dai bei momenti in cui mi davano un bambolotto per spiegarmi come mettere un pannolino alla mia creatura continuo a stare alla larga dal 99% delle mamme. Alla scuola materna mi limito ad una serie infinita di buongiorno, parlo al volo con le maestre e scappo via. Passo deciso. Ogni esitazione sarebbe fatale.
E’ che davvero non ci riesco. Mi mettono paura. Avete mai visto un gatto quando ha paura? Se lo mettete vicino a un bambino il gatto inizia ad indietreggiare perché non riesce ad intuire i movimenti del piccolo esserino scoordinato.
Ecco, per me è uguale. Indietreggio davanti a quello che non posso comprendere.
Perché davvero io non capisco come tu possa perdere tempo preoccupandoti di vaccini che ti vogliono spacciare per fondamentali quando sono più o meno inutili, di frutta e verdura coltivata chissà dove e come, del muco che produce all’ora tuo figlio quando poi lo infili in macchina senza metterlo nel seggiolino ignorando persino l’esistenza della cintura.
Scommetto che il bambino sarà sicuramente felice di zompettare e giocare sul sedile della macchina mentre tu sei al volante. Chissà se sarà altrettanto felice quando si spaccherà la testa contro il parabrezza perché avrai inchiodato a trenta chilometri all’ora.

P.S: vorrei ringraziare quell’1% di mamme che non mi fanno indietreggiare e che ho avuto il piacere di conoscere in questi anni. Siete preziose.