F: Non senti niente?
S: No.
F: Ma non lo senti sto rumore?
S: No-o!
F: Eppure…
S: Senti, rinunciaci. Lo so che per te è dura ammetterlo, ma lei ormai non ti sente quasi più.
F: Parli bene te. Le fai fare quello che vuoi.
S: Non è mica colpa mia se quello bello tra noi due sono io.
F: E che c’entra?
S: Non lo so, ma suonava bene.
F: Ecco. Però ora l’hai sentito, vero?
S: Ma la vuoi piantare? Piuttosto, io vedo.
F: La gente morta?
S: Stiamo giocando a poker cretino.
F: Ehi, piano con le parol….AAAHHH!
S: Che c’è?
F: E’ dietro di te!
- Ora, è vero che non ci si vede da un po’, ma non sono mica diventata un fantasma, eh?
F: Vedi che non mi invento le cose? Il rumore c’era! Era lei che arrivava!
S: Ok, ok. Non sei del tutto rincoglionito.
F: La vuoi piantare?
- Ehi, voi due! Ci vogliamo concentrare sulla sottoscritta?
S, F: Scusa.
- Tu (puntando F) piantala di farmi venire fame prima della pausa pranzo che è scorretto, tutto chiaro?
F: Ah, ma allora mi senti!
- Da quando in qua stare a dieta significa non avere fame?
F: Mi sente! Mi sente! Mi sente ancora!
- Vabbeh. Tu (puntando S) vedi di finirla di farmi crollare sul divano la sera che c’ho un mare di cose da fare.
S: Ma sei stanca e devi dormire.
- Non mi interessa. Se crollo poi non riesco nemmeno a portare a termine gli impegni che prendo quindi piantala, chiaro?
S: Ma…ecco…io…
- Chiaro?
S, F: Chiaro. Però…
- Cosa?
F: Lo sai che non è normale parlare con la propria Fame e il proprio Sonno, vero?
- …
S: E c’ha ragione.
- Basta non dirlo a nessuno, no?