L’altro giorno ho avuto uno scambio di mail con un’altra persona che sta scrivendo un romanzo.
Ad un certo punto mi ha detto di essere innamorata dei suoi personaggi e di sentirsi dispiaciuta del fatto che una volta finito il libro non li vedrà più crescere. L’ho trovata una cosa bellissima.
E’ stupendo dare vita a un personaggio, vederlo muoversi nel suo mondo ed ascoltarlo mentre ragiona, sperimenta e prova ad andare avanti.
Prima di impegnarmi in questo libro pensavo che fosse lo scrittore a muovere i protagonisti e le comparse come delle marionette, ma non è affatto così.
Un personaggio diventa una persona vera e propria. Si impunta, piange, ride e non riesce ad andare contro il suo vero io nemmeno se lo preghi in ginocchio.
I miei personaggi si sono ribellati quando ho provato a spingerli dove non sarebbero mai voluti andare e ho imparato a volergli bene per questo, lo ammetto.
Ma al contrario della persona con cui ho conversato io non vedo l’ora di liberarmene. E’ come se avessero svolto il loro compito e non avessero più niente da dire e da fare. Sto aspettando con una certa impazienza il momento in cui potrò cacciarli fuori dalla mia vita e dimenticarmi di loro.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei scritto queste righe. L’idea che mi potesse succedere una cosa del genere non mi aveva mai nemmeno sfiorato la mente. Non c’è niente da fare. Le sorprese non finiscono davvero mai.