Mi capita spesso di guardare sconcertata tutte quelle ragazze che camminano su tacchi vertiginosi con estrema disinvoltura. C’è chi ci corre, chi ci salta, chi ci fa kung fu acrobatico come in quell’adorabile cavolata di film sulle Charlie’s Angels.
Io non sembro più un trampoliere su un paio di tacchi,  ma tutta questa disinvoltura proprio non ce l’ho. Quando ci penso mi ricordo le ramanzine della mia migliore amica: “Ro’, pure te, alta come sei non puoi stare gobba. Tira su ste spalle, guarda avanti e cammina da donna, per la miseria!”.
Non c’aveva mica tutti i torti, eh? E’ sempre stata quella saggia tra noi due.
Così, ogni tanto, mi metto di impegno e provo a sembrare estremamente disinvolta, come stamattina. Ero in Piazza Duomo e stavo per prendere la galleria che porta alla Scala. L’iPod ha fatto partire Dancing Queen.
In men che non si dica ho iniziato questa specie di sfilata sui tacchi dei miei stivali: schiena dritta, testa alta, passi decisi (che seguissero il ritmo della musica non ve lo sto nemmeno a dire).
Ho incrociato un ragazzo che mi ha detto un wow.
Ho iniziato a ridere come una cretina pensando che effettivamente il portamento può fare la differenza.
Ho tirato dritto fino all’ufficio senza pensarci troppo su, ma una volta al portone, non so perché, ho immaginato Richard Gere in Pretty Woman che diceva a me e non più a Julia Roberts “stop fidgeting“.
E son cose.

Addendum: ho caricato qualche foto sul flickr. Primi esperimenti con la nuova Canon.