A volte pensi ai vari intrecci della tua esistenza e a come le scelte, tue o di altri, possano trasformarsi in cause ed effetti allo stesso tempo.
E così capita che lui festeggi i suoi primi quarant’anni e che per merito suo ti ritrovi a Venezia nello stesso bed and breakfast dove te e tuo marito avete fatto la vostra prima vacanza insieme.
Succede che la sua festa finisca tardi e che i piedi ti facciano male perché sono anni che non balli così tanto su un paio di tacchi. No, non sono nemmeno anni. Probabilmente sono secoli, ma non importa. L’unica cosa che ricordi davvero non sono le scarpe che hai comprato in viaggio di nozze, ma quella passeggiata romantica che è diventata un atto d’amore: lui ti prende in braccio e ti salva, fino alla porta della camera da letto, proprio come succede nelle favole.
E trovi il tempo per scambiare due parole in più con persone che avevi incontrato solo di sfuggita e saluti chi ridendo e scherzando conosci da anni e canti una canzone appena messa dal dj che ha fatto parte della tua adolescenza, quando il sabato sera uscivi per fare l’alba e l’alba soltanto. Non c’erano mica le vie di mezzo a quell’età. Chissà perché.
Insomma, lui festeggia quarant’anni e tu, ospite tra tanti, aggiungi cause ed effetti alla tua vita.
L’unica vera regola da rispettare in questo gioco è quella di rimanere in costante movimento.
In fondo perché ci si dovrebbe fermare? Non avrebbe veramente senso.

Addendum: c’è qualche foto nuova sul flickr.