I barcamp mi divertono sempre, lo ammetto, un po’ perché sono un’occasione come un’altra per reicontrare amici e conoscenti e un po’ perché puoi dire la parola blog senza essere guardata come un alieno.
Allo stesso tempo però mi ritrovo a non essere una fan sfegatata della loro componente tecnica.
Mi spiego meglio.
Pur apprezzando il lavoro che viene fatto per organizzare un evento del genere e i temi che poi vengono proposti come oggetto di discussione io continuo a preferire la parte del barcamp che viene fuori dall’aula, al di là dei talk.
Non so se sia un caso o se sia colpa dell’effetto maestro-alunni ma le conversazioni e le osservazioni più interessanti le ho sempre fatte e sentite intorno ad un tavolo (che sia stato un pranzo o una cena o un aperitivo non importa) o semplicemente fuori da lì.
Non voglio sminuire assolutamente i talk. Non sono sufficientemente preparata per poterli criticare al di là del “mi annoio” o del “mi diverto” ma credo che sarebbe interessante seguire anche quello che succede di fuori e chissà che prima o poi non venga fatto. Insomma, la parte ufficiosa di un camp potrebbe diventare quella ufficiale, chissà.
Detto questo passiamo alla fuffa.
Ad Urbino sono stata benissimo e ringrazio gli organizzatori e le organizzatrici dell’evento visto che senza di loro non avrei potuto imbattermi nuovamente in quelle conversazioni che tanto apprezzo.
Ho deciso di riassumere il tutto con pochissime immagini (le trovate sempre sul flickr) e con alcune frasi che mi sono piaciute parecchio:

- cambiamo argomento che prima di pranzo divento volgare (Enrico Sola aka suz che se stavolta non mi dà le foto che ho scattato con la sua macchinetta verrà severamente puntito, ecco)
- sono un intellettuale delle cose vive (Antonio Sofi sulla via di un ristorante chiuso)
- di solito tutte quelle che si chiamano Diletta sono orrende, ma tu non sei orrenda, eh? (detto dalla mia dolce metà ad una ragazza che ovviamente si chiama Diletta. Qualcuno mi fornisca un link, grazie)
- al prossimo barcamp ci dividiamo in gruppi. Da una parte i blogger da uno scatto soltanto e dall’altra quelli da più scatti (io che parlo con Domitilla delirando come al mio solito)
- vengo bene in foto solo se ho qualcosa in mano (non vi dico la fonte manco sotto tortura. E’ che fuori dal contesto può sembrare un’affermazione assai compromettente)

Visto che stiamo delirando vi dico solo che per tutto il fine settimana sono andata in giro più o meno così:

I miei secondi sedici anni in pratica.
Non diciamo a nessuno che ne ho 28, ok?